Altro che tassa sulle utilitarie. Chi inquina di più, paga di più. Parla Adelizzi (M5S): sull’ecotassa c’è un po’ di confusione. “Dialogo con l’Ue entro i limiti del contratto di Governo”

di Antonio Pitoni
L'intervista
Cosimo Adelizzi

“Sull’ecotassa c’è stata un po’ di confusione”, ammette il deputato Cosimo Adelizzi (M5S), membro della Commissione Bilancio alla Camera. “L’emendamento si riferisce all’acquisto di nuove auto, non alle vecchie, e si propone di dare incentivi fino a sei mila euro a chi acquista auto elettriche, ibride o a metano”.

Eppure sembrava che voleste tartassare le utilitarie…
“Il meccanismo sottostante a questa norma è quello del cosiddetto bonus/malus, ossia che più inquini più paghi. Naturalmente tutto vogliamo fare meno che colpire le fasce più deboli, infatti la norma è strutturata in modo tale da non colpire le utilitarie economiche. In ogni caso se ci saranno degli aggiustamenti da fare in Senato, li faremo. Non vogliamo aumentare le tasse ma aiutare chi vuole acquistare vetture più sostenibili”.

Sia Salvini che Di Maio hanno già annunciato che il testo sarà modificato al Senato. Allora perché approvare una norma che nessuno condivide?
“Come detto l’obiettivo della norma è di concedere incentivi, non di gravare sulle tasche dei cittadini. La ratio della norma era ed è condivisa dalla maggioranza. Stiamo riflettendo in che modo superare eventuali criticità”.

E sui 18 commi rinviati in commissione Bilancio perché non ci sarebbero le coperture? Un altro incidente di percorso?
“Ma no, assolutamente. Si tratta di errori tecnico-procedurali, situazioni normali quando si redige un documento così lungo e articolato come la Legge di Bilancio e i relativi emendamenti. Con il Governo del Cambiamento anche gli aspetti più banali sembrano diventare un caso di cronaca”.

In Aula si è riaccesa la polemica col Pd sui risarcimenti ai truffati delle banche. Vi accusano di fare propaganda…
“Sui truffati abbiamo stanziato un miliardo e mezzo, 15 volte quanto messo dal Pd, che aveva azzerato i risparmiatori dal giorno alla notte applicando preventivamente il bail-in. Abbiamo garantito un ristoro del 30% a tutti gli azionisti e grazie alla capienza del fondo nei prossimi anni potrà crescere fino al 45-50% del capitale. Abbiamo inoltre creato una corsia preferenziale per coloro che presentano un Isee inferiore a 35 mila euro grazie allo stanziamento di 4,5 milioni per autorizzare l’assunzione di 45 unità di personale specializzato in Consob per potenziare l’Arbitro per le Controversie Finanziarie. Infine, abbiamo evitato ogni possibile scudo per Consob e Bankitalia. I risparmiatori potranno rivalersi sulle autorità di vigilanza anche dopo il risarcimento parziale”.

Resta aperta la partita con l’Ue Qual è limite che non siete disposti a superare per andare incontro a Bruxelles?
“Il nostro vincolo è il Contratto di Governo e gli impegni che abbiamo preso con gli italiani. Siamo aperti al dialogo con Bruxelles per valutare nel dettaglio i provvedimenti della manovra. Non ci interessano i numeri ma le misure che servono ai cittadini. Reddito di cittadinanza, quota 100, risparmiatori truffati, ci saranno e non possono essere messe in discussione. Se facendo valutazioni nel merito ci si accorgerà che è possibile risparmiare qualche risorsa valuteremo come utilizzarle al meglio”.

Giorgetti ha detto che è possibile risparmiare fino a 2 miliardi sia sul reddito di cittadinanza che su quota 100. In questo caso il reddito slitterebbe o si ridurrebbe la platea?
“La ringrazio per la domanda perché mi permette di fare ulteriormente chiarezza. Non esiste alcun rischio in questo senso. Come detto in precedenza, se a seguito di studi più approfonditi ci accorgeremo che sono state stanziate più risorse del necessario, valuteremo in che modo impiegarle. La nostra posizione è di utilizzare tutte le risorse disponibili per i cittadini e per rilanciare la crescita. Molto dipenderà anche dall’atteggiamento che terrà la Commissione europea e da come evolverà l’interlocuzione. Il nostro obiettivo è di evitare la procedura d’infrazione, ma ribadisco che il benessere dei cittadini viene prima dei numerini”.

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