Che cos’è la piattaforma Rousseau: luci e ombre sull’eredità di Gianroberto Casaleggio al Movimento 5 Stelle

di Giorgio Velardi
Politica

È il grande lascito di Gianroberto Casaleggio. Lanciato – non a caso – proprio il 12 aprile 2016, giorno in cui il fondatore e “guru” dei 5 Stelle moriva a Milano. Ma cos’è e soprattutto a cosa serve davvero Rousseau, contro cui si è scagliata (tramite un post su Facebook) la senatrice pentastellata Elisa Bulgarelli? “Sarà il nostro sistema operativo”, spiegava nel 2015, due anni dopo il lancio della versione alpha (ottobre 2013), il blog di Beppe Grillo. E così è stato. In sostanza, si tratta di una piattaforma online riservata esclusivamente agli iscritti al Movimento, le cui funzioni, come specifica il portale, “sono disponibili solo dopo l’identificazione che, oltre all’identità, prevede anche il profilo, ad esempio se eletto o meno, e città di residenza”. Così “si potrà votare per il candidato comunale di Milano se si è residenti a Milano o intervenire su una legge regionale in Lombardia se si risiede in Lombardia”, chiariva lo stesso Casaleggio due anni fa. Le funzioni della piattaforma sono molteplici: alcune, prima fra tutte la possibilità di presentare delle proposte di legge (nazionali, regionali o al Parlamento europeo), sono già state attivate. Altre, per esempio la possibilità di scaricare materiali di supporto alle iniziative del Movimento, ancora no, ma lo saranno in futuro.

Le proposte – Se non si è registrati, è chiaro, non si possono depositare testi o suggerimenti. Ma collegandosi all’indirizzo rousseau.movimento5stelle.it è comunque possibile prendere visione delle proposte finora depositate dagli attivisti del Movimento. Le quali, secondo i dati resi noti dagli stessi pentastellati, sono già più di 3.200: “Sei di queste (vincolo di mandato e prostituzione clandestina le prima due in assoluto, ndr) sono arrivate in Parlamento, dove i nostri portavoce hanno provveduto o stanno provvedendo a scriverne il testo di legge e a breve saranno su ‘Lex parlamento’ per definire i dettagli assieme”, le parole sul blog di Danilo Toninelli. Certo è che a scorrere la lista delle proposte presentate finora ce n’è per tutti i gusti. Da chi, per esempio, propone nientemeno che l’abolizione dell’Arma dei Carabinieri, “lasciando la polizia di Stato che già tanto basta per controllare e mantenere l’ordine pubblico in tutto il territorio italiano”; a chi vorrebbe vietare la produzione delle stoviglie in plastica usa e getta e promuovere l’utilizzo delle stoviglie biodegradabili; fino a chi chiede di obbligare i fumatori a portarsi dietro un sacchetto per i mozziconi di sigarette, “una vera piaga sociale”, scrive un’attivista di Frasso Telesino (Benevento). E non manca nemmeno chi, ricalcando uno dei cavalli di battaglia del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, auspica l’abolizione degli studi di settore. Nell’elenco figurano ovviamente proposte più concrete, come quella di un medico di San Paolo d’Argon (Bergamo) che vorrebbe introdurre l’educazione sanitaria a scuola “come materia obbligatoria”.

Fund raising – Ma non è tutto. Sempre su Rousseau è infatti attiva anche la sezione fund raising. Proprio oggi è stato aggiornato il dato relativo ai fondi finora raccolti: 375.171 euro versati da 12.067 donatori in totale. A conti fatti, si tratta di una media di circa 31 euro e dieci centesimi a persona. A cosa serviranno questi soldi? Saranno utilizzati, spiega il portale, per elezioni o eventi del Movimento ma anche “per garantire il funzionamento di Rousseau e permetterne l’evoluzione verso i servizi che miglioreranno il coinvolgimento di tutti nel Movimento 5 Stelle”. Ogni spesa, chiariscono i pentastellati, “sarà rendicontata come sempre in modo pubblico”.

Twitter: @GiorgioVelardi