Coesione da ritrovare. Alla maggioranza occorre un tagliando. Serracchiani, vice presidente del Pd: “Possiamo fare meglio di così”

DEBORA SERRACCHIANI

“Francamente siamo in grado di far meglio”. Non usa giri di parole Debora Serracchiani, vicepresidente del Partito Democratico, a proposito della situazione oggettivamente non semplice che sta vivendo la maggioranza guallorossa alla viglia dell’approvazione della legge di Stabilità. Tanto da aver spinto il capo delegazione dem Palazzo Chigi Dario Franceshini a parlare della necessità di un nuovo pattto.

Ad appena due mesi dalla nascita del Governo è già necessario un altro patto?
“E’ necessario fare un piccolo tagliando, siamo nati con una certa velocità, in un mese e mezzo, e abbiamo affrontato da subito il provvedimento più difficile per qualunque governo, cioè la manovra di bilancio”.

Per Franceschini le cose che non funzionano non sono imputabili al Pd. Concorda?
“Si può far meglio come maggioranza, a me sembra che il Partito democratico con trasparenza e con grande responsabilità abbia non solo spinto perché questa maggioranza nascesse ma ha anche tutta l’intenzione di stare in un governo nel quale si fanno le cose e si fanno bene”.

Questa frase la diceva anche Salvini
“Questa è l’unica cosa su cui possiamo dirci d’accordo con Salvini!”

Salvini a un certo punto, come alibi per staccare la spina, si lamentava che con i 5 stelle non si potesse più fare nulla. Anche per voi è così?
“La quadra va trovata con tutte le anime che compongono la maggioranza, non solo con i 5Stelle, anche con Italia Viva. Come ha detto Franceschini e come è emerso nell’incontro che hanno fatto i vertici del Pd, è chiaro che dobbiamo avere un ‘patto chiaro affinché l’amicizia sia lunga’, che significa che tutti remiamo nella stessa direzione, che tutti abbiamo gli stessi obiettivi e che tutti ci stiamo giocando molto mettendo la faccia su questo governo e su questa manovra. Poi di fronte a una situazione come quella dell’Ilva, le parole di ieri di Graziano del Rio credo siano state molto chiare: va riconosciuto l’errore di aver dato un’alibi ad ArcelorMittal. Il fatto che con un emendamento presentato dalla senatrice Barbara Lezzi si sia posta la maggioranza e il Pd di fronte alla necessità di approvarlo al fine di non mettere in crisi il governo è una cosa che non può più accadere”.

Da ex presidente di una Regione, ritiene giusta la proposta di lasciare ai vari territori la possibilità di valutare se ci sono le condizioni per un accordo fra Pd e Cinque Stelle?
“Siamo assolutamente consapevoli dell’importanza delle elezioni regionali, soprattutto dell’Emilia Romagna dove abbiamo un governatore uscente che ha lavorato bene, ma viviamo in un tempo in cui la buona amministrazione non basta per cui è evidente che dobbiamo continuare a tenere aperto il dialogo coi 5S, consapevoli ovviamente che le cose non si possono decidere qui a Roma ma volta per volta sui territori. Lo dico anche per esperienza diretta, da ex presidente di Regione e per aver guidato un partito in quanto segretario regionale del Pd in Friuli Venezia Giulia: le imposizioni dall’alto non sono mai una buona idea”.

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