Da Mediaset un trasloco anomalo. In Italia serve uno choc normativo. Parla Crosetto (FdI): “Fisco e costo del lavoro pesano. Non è colpa del Governo, ma di leggi da cambiare”

di Raffaella Malito
L'intervista

“Una situazione anomala”. Parola di Guido Crosetto – imprenditore, ex deputato di Fratelli d’Italia e sovranista convinto – sulla scelta di Mediaset di trasferire la propria sede legale in Olanda.

Concessione governativa in Italia, sede legale in Olanda. Mediaset è un caso?
“La cosa è anomala. Com’è anomalo, però, che ogni giorno perdiamo aziende che trasferiscono sede legali o fiscali delle società o delle holding all’estero. Al di là del giudizio bisogna forse cambiare la legislazione perché perdiamo cento grandi aziende al mese. Prima o poi le finiremmo. Il problema è porsi di fronte a una concorrenza, diciamo eccessiva, da parte di altri paesi dell’Unione europea. Da parte dell’Olanda parliamo di normativa, perché parliamo di sede legale e questa è colpa nostra”.

Perché le aziende vanno in Olanda?
“Perché c’è una migliore tutela dei marchi, perché ci sono leggi che rendono molto più facili le alleanze. Questa sarebbe una cosa facilmente replicabile da noi per contrastarla. Altro problema più grave quando si trasferiscono per motivi fiscali, come in Lussemburgo, in Irlanda o altri paradisi del genere. Al di là dell’opinione di per sé negativa verso la Fiat o chi ha trasferito la sede all’estero, dobbiamo porci il problema di fare in modo che non succeda più”.

Secondo lei, per Mediaset, questo è un primo passo verso un’operazione di trasferimento più massiccia?
“Suppongo si tratti di un primo passo verso una politica di alleanze internazionali, perché è un settore probabilmente dove non si sopravvive a lungo rimanendo in una sola nazione. C’è bisogno di creare dei gruppi multinazionali. Per cui il problema è questo e penso che oggi dovremmo adeguare la normativa in modo da poter attirare e non perdere solo aziende”.

Nel caso Fiat-Renault, il governo francese è intervenuto pesantemente fissando dei paletti. è stato giusto?
“Da ciò che ho letto è stato un intervento eccessivo, ma preferisco un intervento eccessivo del governo francese alla mancanza totale di intervento del nostro governo che non si è neanche interessato all’operazione. È molto peggio non partecipare che partecipare eccessivamente. Il mercato dell’automobile è uno di quei mercati che cambieranno profondamente nei prossimi anni e rimarranno poche aziende. Non possiamo permetterci di perderlo”.

L’Italia rimane un paese ostile alle imprese?
“L’Italia è un paese ostile alle imprese, non per colpa di questo governo, ma per colpa di una sommatoria di interventi che hanno reso impossibile fare impresa in Italia. Penso alla fiscalità, alle regole e al costo del lavoro, alla normativa del diritto commerciale, al mercato dei capitali, alla giustizia, non solo quella civile ma soprattutto quella penale. Non è un caso che siamo il paese che cresce meno di tutti in Europa.”

Serve un cambiamento di rotta totale?
“O lo facciamo diventare un paese dove le imprese possono rimanere o trasferirsi oppure perdiamo ogni anno un pezzo di ricchezza che non ricostruiamo più”.

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