Da Poletti alla Lorenzin fino al Cnel, ultima infornata di fedelissimi tra i consulenti del Governo

di Carmine Gazzanni
Primo piano

Le Camere sono state sciolte. Ma i ministeri sono ancora vivi e vegeti. Specie in fatto di  nuove consulenze. E così, nonostante non si possa andare oltre l’amministrazione ordinaria, diversi membri del Governo proprio sul gong hanno deciso di rimpolpare i propri uffici allargando la pletora di collaboratori. Partiamo dal ministero più indicato a tal proposito, quello del Lavoro. Se infatti solo a luglio 2017, a sei mesi dalle elezioni, il dicastero guidato da Giuliano Poletti ha pensato bene di avviare una collaborazione “per lo svolgimento delle attività di social media strategist”, affidando l’arduo compito a Marco Galeati (compenso: 25mila euro), ancora meglio è stato fatto il primo dicembre dello scorso anno, quando è stato siglato un nuovo contratto di collaborazione “per lo svolgimento delle attività rientranti nella sfera delle materie delegate al sottosegretario di Stato onorevole dott. Luigi Bobba”. Piccolo dettaglio: Bobba già gode di ben sei consulenti, cui si aggiungerà dunque un settimo, per un compenso di 12mila euro. Ma di chi si tratta? Michele Gaietta che, incidentalmente, è anche coordinatore cittadino Pd e presidente del consiglio comunale di Vercelli. La stessa città d’origine di Bobba. Casualità della vita.

Altro ministero, altra collaborazione: trasferiamoci al ministero della Salute da Beatrice Lorenzin. Qui, il 15 dicembre, è stata avviata un’altra consulenza per dotare gli uffici di un “esperto della valutazione e della gestione di pubblicazioni istituzionali di carattere scientifico […] con applicazione di linguaggio divulgativo nell’ambito degli Uffici di diretta collaborazione”. A beneficiare dell’incarico il giornalista Paolo Russo che in passato, tra le altre cose, si è occupato proprio di temi riguardanti la salute e la ricerca scientifica (oltre ad essere stato portavoce  nel 2007 dell’allroa viceministro dello Sviluppo Economico, Sergio D’Antoni). Andiamo, ora, al Viminale. Dopo l’addio del viceministro Filippo Bubbico con il suo passaggio dal Pd a Mdp, la sua storia assistente, Catia Pellini, è stata trattenuta: nuovo contratto firmato il 9 novembre, da 32mila euro.

God save the Cnel – Ma non è tutto. C’è anche chi, in scadenza di contratto, è stato riconfermato per questi ultimi piccoli ma preziosi scampoli prima di un cambio di guardia al Governo. Dal ministero delle Politiche agricole a quello dei Beni Culturali. Come nel caso del professor Lorenzo Casini che, da gennaio a maggio, prenderà 50mila euro nel suo ruolo di consigliere giuridico di Dario Franceschini. Ci sono, infine, le nomine, fatte in extremis dal Governo. Il 19 gennaio scorso, in consiglio dei ministri, “su proposta del Presidente Paolo Gentiloni” è stato nominato segretario generale del Cnel Paolo Peluffo. L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Mario Monti, insomma, andrà a guidare il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro insieme al presidente (ed ex ministro del Lavoro) Tiziano Treu. Quasi quasi che per tanti è stato un bene che alla fine il Cnel non sia stato abolito.

Tw: @CarmineGazzanni