Dalla Lega posizione ideologica. Così rompe il patto di Governo. Parla il deputato M5S, Carabetta: “I bandi vanno fermati. Salvini si rassegni, i numeri non sono dalla sua parte”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“La Lega non può presentarsi al tavolo e dire: il Tav si fa, punto e basta. La decisione va presa su basi tecnico-scientiche non ideologiche”. Il deputato M5S, Luca Carabetta, va dritto al punto.

Intanto però Salvini ha salutato: di Tav se ne riparla lunedì…
“Salvini sta violando il contratto di Governo. Noi al vertice di Palazzo Chigi ci siamo presentati con una proposta alternativa: dirottare le risorse del Tav sul potenziamento della linea esistente del Frejus. La Lega, invece, si è seduta al tavolo con un’imposizione: la Tav si fa, punto e basta. è questo che intendono per ridiscutere l’opera integralmente?”.

Quando il Governo affidò ad un team di esperti l’analisi costi-benefici sul Tav, la Lega non sollevò obiezioni. Ora su che basi ne contesta le conclusioni?
“Non appena Salvini ha fiutato che l’analisi avrebbe dato risultati negativi ha iniziato a metterne in dubbio le conclusioni. Purtroppo per lui, però, i numeri non sono dalla sua parte”.

In che senso?
“Noi abbiamo impiegato sei mesi per portare a termine l’analisi costi-benefici, a loro sono bastati pochi giorni per presentare una contro-analisi fondata su numeri che sappiamo da dove arrivano ma rispetto ai quali non abbiamo mai potuto vedere la relazione tecnica che li suffraga”.

Sta dicendo che si tratta di un pretesto della Lega per fare il Tav ad ogni costo?
“Ho l’impressione che stiano cercando di giustificare una decisione politica con dei numeri che non reggono e che non hanno mai spiegato”.

Il punto, però, adesso è come se ne esce…
“Di certo non esibendo i muscoli come sta facendo Salvini. Se un premier e un vicepremier (Conte e Di Maio, ndr) ritengono che ci siano ragioni valide per non fare il Tav, e un vicepremier (Salvini, ndr) la pensa diversamente, non è che a decidere può essere chi è in minoranza. Ci si siede intorno a un tavolo e si discute, altro che ci vediamo lunedì”.

La domanda in ogni caso resta: come se ne esce? I bandi partiranno o no?
“Per noi i bandi non devono partire. Faremo di tutto per superare tutti i vincoli giuridici ed evitare che partano. In questo momento, a Palazzo Chigi, c’è un team di tecnici che sta lavorando senza sosta per cercare la miglior soluzione possibile nell’interesse del Paese”.

Intanto è spuntata un’analisi della Commissione Ue, firmata dalla società del professor Ponti, che promuove l’alta velocità mentre l’analisi costi benefici dello stesso Ponti la boccia…
“Sono due cose diverse e imparagonabili. Quella realizzata per l’Ue è un’analisi sul valore aggiunto che, per definizione, non può essere mai negativa perché non tiene conto dei costi. A differenza dell’analisi costi-benefici che è tutt’altra cosa”.