Digital Innovation Days e industria 4.0: l’Italia si riscopre digitale. Un’occasione per gli esperti di marketing e startup tecnologiche

dalla Redazione
Economia

Quattromila cinquecento partecipanti, 350 relatori e tre giorni di pitch, workshop, demo e interviste: sono i numeri dei Digital Innovation Days 2019, tre giorni dedicati a marketing digitale, social media marketing e innovazione. Le adesioni a questo evento unico nel panorama italiano dimostrano non solo il grande interesse per il settore, ma anche il numero di professionisti e di aziende che puntano sulla digitalizzazione del lavoro e del commercio per sviluppare il proprio business, seguendo una via indicata anche dal governo come quella da percorrere. La rivoluzione digitale è già in atto e non ha alcuna intenzione di arrestarsi, sia nella nostra vita quotidiana che nella maggior parte dei settori economici.

Digital Innovation Days: un’occasione per gli esperti di marketing e startup tecnologiche
L’edizione 2019 del Digital Innovation Days si è svolta a Milano dal 17 al 19 ottobre. Nato come Mashable Social Media Days nel 2014, l’evento si è sviluppato fino a divenire una tre giorni destinata all’aggiornamento e alla discussione intorno a temi legati all’innovazione a 360 gradi: non solo marketing digitale e social media marketing, ma anche open innovation, intelligenza artificiale, strategie e-commerce e molto altro. Sul palco dei Digital Innovation Days 2019 sono saliti, tra gli altri, la head of content di Luxottica, Milena Sgaramella, la social media manager di Garnier Italia, Francesca De Pascale, e il global vice president marketing di Unilever, Alberto Macciani, che hanno portato la propria esperienza nei corrispettivi settori di competenza. Le nuove aziende sono state invece al centro dell’attenzione durante la Startup Competition, gara tra startup organizzata per l’occasione.

Industria 4.0: il futuro è arrivato
Il digitale è al centro non solo del nostro tempo libero, ma anche della nostra attività professionale. I social su cui spesso trascorriamo varie ore al giorno, infatti, sono solo un piccolo esempio di quanto la nostra esistenza si svolga ormai su due piani, quello reale e quello virtuale. Le imprese sono sempre più automatizzate e interconnesse, e gli esempi sono numerosi. In ambito medico, la realtà aumentata permette di effettuare operazioni chirurgiche impensabili fino ad oggi, come mostra il progetto di ricerca italiano Vostars, che punta a realizzare una visiera chirurgica capace di sovrapporre, tra l’altro, immagini precedenti l’operazione alla realtà della sala operatoria, garantendo una precisione estrema per interventi quali la ricostruzione del volto. La rapidità della trasmissione dell’informazione è il nodo nevralgico di un’altra attività, il trading: l’innovazione si vede anche in questo settore, dove nascono prodotti come i certificati Turbo 24, titoli fisici trasferibili per la prima volta a disposizione dei trader 24 ore su 24.

Le azioni del governo italiano per il digitale
Il governo Conte bis si è dichiarato pronto a rilanciare l’impresa 4.0 e a fare dell’Italia una smart nation, un Paese al centro della quarta rivoluzione industriale. Un ministero ad hoc, quello per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, affidato a Paola Pisano, è stato creato per l’occasione. L’innovazione, secondo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, deve fare da traino per l’economia e la società in generale. L’idea è che la pubblica amministrazione intervenga con investimenti destinati a creare le infrastrutture che sosterranno questo processo. Per tale finalità è stato creato il Piano Nazionale Impresa 4.0: investimenti a tutto campo nel settore del digitale, sostegno ai progetti innovativi tramite fondi di garanzia e crediti d’imposta, accordi su progetti di ricerca industriale e sviluppo, contributo all’accelerazione di startup e PMI innovative, impegno per la formazione sono le azioni principali che il Piano si propone di realizzare.

L’Italia ha tutte le carte per giocare un ruolo di primo piano nella quarta rivoluzione industriale. Ora bisognerà vedere se imprese e governo riusciranno a trovare la giusta sinergia per riuscire a mantenere la promessa digitale.

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