Autostrade per l’Alitalia

di Gaetano Pedullà

I due dossier resteranno separati, e così si eviterà ogni conflitto d’interesse. Alitalia dove entrano i Benetton sarà una cosa e le Autostrade, dove gli stessi Benetton sono messi alla porta, saranno un’altra. Possiamo crederci? Se le cose andranno effettivamente così – come ha promesso ancora ieri Luigi Di Maio – lo vedremo molto presto, ma certo la strada che si è presa per salvare l’ex compagnia di bandiera è la più accidentata possibile. Purtroppo le Fs non hanno trovato altri partner privati, e imbarcare Lotito o l’ex patron defenestrato di un vettore colombiano significava inseguire un’altra avventura, e Alitalia di avventure ne ha vissute abbastanza.

Anche l’offerta dell’altro concessionario autostradale, Toto, era al limite dell’incredibile, visto il contenzioso che questo gruppo ha proprio con Alitalia sin dai tempi della cessione di AirOne, per non parlare di altri miliardi che ballano con l’Anas. Dunque non c’era alternativa, e di fronte all’esigenza di un Paese a vocazione turistica – sicuramente svantaggiato senza una propria compagnia aerea – e al rischio di lasciare a terra gli undicimila lavoratori di Alitalia, il Cda delle Ferrovie ha scelto i Benetton, con una decisione condivisa dal ministro dello Sviluppo economico.

Un pragmatismo necessario quando si governa, anche se il dolore per le vittime del ponte Morandi non può essere cancellato se non con la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Un contratto firmato in modo tanto oneroso per lo Stato quanto vantaggioso per il privato, e che contiene obblighi chiarissimi sulla manutenzione e la sicurezza. Per onorare chi perse la vita poco meno di un anno fa a Genova non c’è compromesso quindi, se non risarcire le famiglie e tutti i danni, e poi eventualmente chiudere e rinegoziare le condizioni della concessione con l’Anas o un eventuale privato a cui non consentire più i guadagni spropositati del passato.

Al contrario, il grosso dei pedaggi dovrà finire nelle casse pubbliche, in modo da abbassare le tariffe e mettere altra legna nella cascina di un debito che non è impossibile da ridurre, se solo cominciamo sul serio a smetterla di fare come si è fatto sempre, socializzando le perdite e privatizzando gli utili.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Gli elettori l’ostacolo più difficile

Beati loro che non vedono ostacoli insormontabili. Uscendo ieri pomeriggio dal primo incontro tra capigruppo di 5S e Pd (questi ultimi entrambi renziani “commissariati” dall’inserimento di Orlando), è apparso chiaro che le basi per un’intesa di Governo c’è tutta. Poi in serata si sono visti a cena direttamente Di Maio e Zingaretti, e a quanto…

Continua

La pazienza di Mattarella ha un limite

Dove andasse a parare il Presidente Mattarella si era intuito ieri pomeriggio ascoltando Salvini al termine del suo turno di consultazioni. I Cinque Stelle e il Pd hanno seriamente la possibilità di fare un Governo, e al netto di chi gioca ad avvelenare i pozzi, per riuscirci hanno bisogno essenzialmente di tempo. Il leader della…

Continua

Un premier popolare. Ecco le tante buone ragioni per riproporre Conte

La novità più rilevante nel secondo giorno della crisi di Governo è arrivata dal Pd. Tutti d’accordo in direzione, il segretario Zingaretti ha il mandato per provare a formare una nuova maggioranza con i Cinque Stelle sulla base di cinque ampi punti programmatici. Un aspetto che sommato al manifesto presentato al Senato dal premier uscente…

Continua

Una sfida per il bene del Paese

Morto il re, lunga vita al re! Nel discorso con cui ieri Giuseppe Conte ha seppellito il Governo gialloverde ci sono due capitoli perfettamente distinti. Il primo è l’elenco impietoso dei colpi bassi subiti soprattutto negli ultimi mesi da Salvini, con una critica sulla sua interpretazione del ruolo istituzionale e l’evocazione delle piazze che non…

Continua

Va fermata la guerra delle piazze

Lo chiamano il Governo della paura, e così Salvini e i suoi andranno a presentarlo nelle piazze se mai nascerà un Esecutivo tra Cinque Stelle e Pd, dopo l’iter che parte questo pomeriggio con le comunicazioni del premier Conte al Senato e il probabile immediato passaggio al Quirinale per rimettere il mandato. La paura sarebbe…

Continua

Che altro deve accadere per restituire agli italiani le concessioni regalate ai signori delle autostrade?

Che altro deve accadere per restituire agli italiani le concessioni regalate ai signori delle autostrade? È caduto il ponte di Genova, c’è stata la strage di Acqualonga (40 morti ad Avellino), cavalcavia crollati, manutenzioni approssimative e carreggiate non riasfaltate… chilometri di motivi per dire basta a quello che è uno scandalo al sole, tanto invisibile…

Continua

Tassi fermi. La nuova Europa parte male

Dialogare con l’Unione europea “perché senza di questa non c’è futuro”. Facile a dirsi per il Presidente Sergio Mattarella, che ieri si è espresso così alla tradizionale cerimonia del ventaglio, ma se non era per la trattativa del premier Giuseppe Conte e il voto “sulla fiducia” dato dai Cinque Stelle alla presidente della Commissione Ue,…

Continua

Amore con amor si paga. A Salvini è riuscito un altro dei suoi giochi di prestigio

Il massimo risultato col minimo sforzo. A Matteo Salvini è riuscito un altro dei suoi giochi di prestigio, tipo avere 49 milioni di debiti e non sentirli, oppure essere chiamato da un tribunale a rispondere del caso Diciotti e non andare perché i Cinque Stelle gli tolgono il disturbo, votandogli l’immunità. Il numero di ieri…

Continua

Cinque stelle e Pd, un’operazione Frankenstein

È da anni sul podio dei giornalisti che stimo, ma sull’avvicinamento tra Cinque Stelle e Pd sono in totale disaccordo con Marco Travaglio. L’ultimo dei motivi è proprio quello che il direttore del Fatto porta come prova della sua “giusta” intuizione: la giravolta dei giornaloni dell’establishment, improvvisamente folgorati sull’utilità di un dialogo tra Di Maio…

Continua

L’utopia dei Cinque Stelle al governo con il Pd

Può darsi che Di Maio e Salvini oggi si incontrino e mandino avanti il Governo, oppure no. Può anche darsi che dallo scandalo Siri, o dal Russia-gate, escano fuori le prove provate dei soliti vizi di affaristi e politici, oppure tutti i personaggi coinvolti risultino immacolati come gigli di campo. Allo stesso modo, può essere…

Continua