Basta bluff contro il rigore Ue

di Gaetano Pedullà

Al primo vertice europeo che conta dopo l’addio della Gran Bretagna i leader di Berlino e Parigi non sembrano aver capito la lezione. La Merkel con le elezioni dietro l’angolo non vuole mostrarsi debole sulle politiche del rigore che hanno fatto ricchi solo i tedeschi. Hollande, destinato a uscire dall’Eliseo per assoluta mancanza di elettori, sul nodo centrale degli immigrati a Roma e ad Atene promette una cosa, poi però fa tutto il contrario. Naturale perciò che ieri il nostro premier abbia voluto marcare il dissenso con Germania e Francia, creando una frattura che non è detto sia però così sincera.

Battere i pugni sul tavolo proprio nel giorno della scomparsa di un leader europeista come Carlo Azeglio Ciampi assegna al nostro premier e di riflesso a tutti i capi di governo Ue l’immagine di fieri paladini dei rispettivi interessi nazionali. Roba buona per tornare ciascuno a casa propria e dimostrare agli elettori infuriati che più di tanto in Europa non si è potuto fare, ma perlomeno ci si è provato. Come sempre dopo ogni polemica tutto infatti resta come prima. Ma guarda un po’: quello che vogliono Merkel e Hollande.

 

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