Chi ha paura del bis della Raggi

di Gaetano Pedullà
VIRGINIA RAGGI

Da qualche giorno la romanella dei salotti e degli abusi sfuggiti per decenni al Campidoglio è in agitazione. La Raggi potrebbe candidarsi per un nuovo mandato e se ce la facesse tutte le piaghe dell’Egitto non farebbero altrettanto male. La maturazione del Movimento Cinque Stelle ha fatto comprendere che non disperdere l’esperienza dei suoi portavoce più determinati e capaci è un valore tanto quanto impedire agli eletti nelle cariche pubbliche di diventare politici professionisti. Perciò abbandonare la vecchia regola dei due mandati non è più da considerarsi una deroga, quanto l’affermazione di una forza politica che sa portare dei semplici cittadini nelle istituzioni e farne classe dirigente.

Per la Roma inciuciona questa però è una pessima notizia, perché da tre anni al Comune è finita la pacchia, non si barattano favori e faticosamente si rimedia alle spaventose ruberie del passato. L’azienda dei trasporti che nel 2016 aveva più debiti dell’Alitalia ha appena presentato il primo bilancio in attivo della sua storia. Il monopolio privato dei rifiuti è stato bloccato, e il pubblico non fa più quello che paga soltanto. I clan mafiosi che spadroneggiavano hanno visto sparire le loro ville abusive sotto le ruspe della municipale, molte aziende partecipate hanno smesso di buttare i nostri soldi a destra e manca, autentici scandali al sole come Casapound hanno perso – o stanno per farlo – gli immobili occupati illegalmente.

La città famosa nel mondo per le sue buche ha una quantità mai vista di strade nuove di zecca. Altrettanto vasto è il numero di piazze e aree bonificate senza fare aumentare il debito, che anzi è diminuito. Recuperando decine di milioni che un po’ di cittadini distratti si dimenticavano di pagare, sono state fatte alcune migliaia di assunzioni, inaugurati mercati, piste ciclabili, fogne, illuminazione, telecamere di sicurezza e moltissimo altro. Perché allora tanta paura di questa sindaca? Perché il mondo di sopra e quello di sotto vogliono tornare ai vecchi affari. E per questo la Raggi è un problema per la Roma criminale e la romanella connivente.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Salviamoci dai matti delle regioni

Ci mancavano solo i governatori che chiudono i confini delle regioni, che per farci passare chiedono il passaporto e se va avanti così tra un po’ si dichiarano guerra tra loro. Non serviva il Coronavirus per mostrare chiaramente che il regionalismo in Italia è un immenso fallimento. Ma la situazione adesso ha raggiunto le soglie…

Continua

Ai sovranisti restano le chiacchiere

Di grande successo in Italia, il cabaret di Salvini e Meloni adesso fa ridere il mondo. Esattamente come usano con il Governo di Giuseppe Conte, a cui i leader sovranisti aggiungono un più davanti a qualunque provvedimento, ieri i leader sovranisti hanno bocciato la poderosa proposta della Commissione europea per superare i disastrosi effetti economici…

Continua

Italia Viva e Paese moribondo

Nulla di nuovo dalla Destra abituata a difendersi dai processi e non nei processi. A meno di una improbabile giravolta dell’Aula del Senato, Matteo Salvini non andrà a processo per la vicenda Open Arms, come chiesto dai pm siciliani. Le novità arrivate dal voto della Giunta per le autorizzazioni sono invece significative per Cinque Stelle…

Continua

Che paura gli assistenti civici

Non ci salvano neppure il volontariato. La destra più becera e cialtrona di sempre, fiancheggiata da giornali e tv costretti a sfidare il senso del ridicolo pur di contestare il governo anche se moltiplicasse i pani e i pesci, ieri non ha trovato di meglio che dichiarare guerra a un esercito di pensionati, di padri,…

Continua

Autostrade e la beffa agli italiani

Il Gruppo che ha incassato miliardi grazie a una concessione pubblica delle autostrade ancora oggi inspiegabilmente vantaggiosa fa causa allo Stato perché la pacchia è finita. Un epilogo inevitabile, perché la vecchia politica non gli ha consegnato soltanto le chiavi di un patrimonio che appartiene a noi tutti, ma ha permesso di blindare legalmente il…

Continua

Basta fenomeni da circo

Dopo averne dette di tutti i colori sul Governo e il ministro della Giustizia, Matteo Renzi non ha votato la sfiducia a Conte e Bonafede. Cose da pazzi? No, perché questo signore a furia di piroette non ha più una faccia da perdere e divide il suo tempo strillando per avere potere e poi facendo…

Continua

Bonafede e i giochetti di Renzi

Arrivato sotto il 3%, come dicono i sondaggi, Matteo Renzi deve aver pensato di poter trascinare nel baratro anche i 5 Stelle, non limitandosi più a rallentare l’iter delle leggi e a pretendere poltrone: cioè lo sport che pratica dallo stesso giorno in cui promise invano di essere leale con la maggioranza giallorossa. Ora l’ex…

Continua

Una nuova stagione per l’Europa

Può servire più tempo e coraggio, ma le buone idee vincono sempre sugli egoismi e gli steccati ideologici. Così oggi dall’Europa arriva un segnale impensabile fino a un anno fa, quando proprio a maggio 2019 veniva eletto il nuovo Parlamento Ue e la mossa sorprendete e decisiva del premier Giuseppe Conte e della piccola pattuglia…

Continua

A chi la ciccia e a chi le frattaglie

Che qualcosa di grosso stesse cucinando in pentola l’avevano capito tutti da tempo. Se n’era sentito l’odore quando alcuni grandi giornali erano passati alla Fiat (che ora si chiama Fca, ma a me piace usare lo stesso nome a cui lo Stato bonifica da decenni montagne di miliardi pubblici sotto forma di cassa integrazione, contributi…

Continua

Stampa senza speranza

In un Paese normale, un Governo che vara una delle manovre finanziarie più poderose di sempre raccoglie gli applausi. Ma di normale in Italia non è che ci sia rimasto molto, e così ieri in tutti i talk show televisivi, di qualunque canale, è stato un tiro al bersaglio contro il provvedimento, con la solita…

Continua