Ciaone ai notabili di partito. La strada è in salita ma almeno il panorama promette bene

di Gaetano Pedullà

Il Governo con l’età media più bassa di sempre, composto per un terzo da donne, che segna un deciso ricambio generazionale nel Pd e l’indole da talent scout dei Cinque Stelle, riusciti appena un anno fa a tirar fuori dall’anonimato politico un fenomeno come Giuseppe Conte, e ora pronti a riprovarci con personalità altrettanto promettenti quali la neoministra per l’innovazione Paola Pisano, i colleghi Fabiana Dadone – alla Pubblica amministrazione – e Giuseppe Provenzano, a cui è chiesto giusto il miracolo di far crescere il Mezzogiorno.

Piaccia o no, la risposta dei Cinque Stelle al tradimento della Lega, in tandem con la rinuncia dei dem all’Aventino, è riuscita ad ammodernare ancora una volta la politica italiana, imponendo uno strumento di democrazia diretta come la piattaforma Rousseau, abbattendo lo steccato categorico delle alleanze o con la Destra o con la Sinistra, e adesso anche nella composizione della squadra di Governo, non più pascolo esclusivo dei capobastone di partito.

Che orizzonte avrà questo Esecutivo lo vedremo solo vivendo, esattamente come il programma, tutt’altro che già scritto, al di là della cornice buttata giù in pochi giorni da soggetti politici con una diversità ideologica, storica e culturale profonda.

Nota stonata? Di Maio sta alla Farnesina come i cavoli a merenda, ma i Cinque Stelle hanno tenuto tutti i ministeri decisivi per realizzare il loro programma. La strada è in salita, insomma, ma almeno il panorama già dai primi passi promette bene.

 

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