Dopo lo spread, il calo di Mps. E Padoan usa i mercati per affossare l’intesa tra Lega e M5S

di Gaetano Pedullà

I mercati continuano a dare segni di nervosismo e lo spread che ci fa pagare più interessi sul debito pubblico prosegue la sua corsa. Si tratta di una evidente ritorsione dei nostri creditori contro la nascita di un Governo Lega-Cinque Stelle che vuole ridiscutere su parte delle esposizioni finanziarie dello Stato. Un’ingerenza vergognosa sul nostro Paese, ma le banche internazionali si sa che agiscono così e il loro fuoco di sbarramento era in preventivo. Quello che invece non ci si aspettava era il fuoco amico nientepopodimeno che del ministro uscente dell’Economia, Pier Carlo Padoan, incidentalmente eletto deputato Pd a Siena, la città della banca salvata con i soldi pubblici su cui governava il medesimo ministro. Per Padoan il calo registrato ieri dal titolo del Monte Paschi è colpa del responsabile economico della Lega, Carlo Borghi, che ha annunciato di non voler svendere Mps a qualche banca estera una volta risanato (con i soldi degli italiani). Un discorso che non fa una piega, e che un ministro legato dal giuramento di fedeltà agli italiani (e non ai mercati finanziari) dovrebbe solo sottoscrivere. Padoan invece ha usato la flessione in Borsa per dare il suo calcetto al nascente governo Lega-M5S, omettendo di dire che il calo di valore del titolo era un fatto tecnico, peraltro ampiamente atteso dopo diversi giorni di forti guadagni del Monte in Borsa. Prese di beneficio, insomma, come quelle di cui godremo tutti quando finirà di governare chi usa ancora certi mezzucci.

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