Finiamola di fare male all’Italia. Il Reddito di cittadinanza è partito senza intoppi e nessuno ha assaltato gli uffici postali

di Gaetano Pedullà

Un’altra profezia di sventura che si affloscia come un soufflé. Chi aveva previsto l’assalto di milioni di sfaccendati agli uffici postali per accaparrarsi sin dal primo giorno il Reddito di cittadinanza ha sbagliato tutto. Esattamente come sbagliava chi giurava che questa misura non sarebbe mai partita, che non c’erano i soldi, che lo Stato non disponeva delle capacità tecniche per gestire l’ambaradan. Ieri invece non c’è stata alcuna disfunzione, le domande sono state solo 43mila, e di queste circa 8mila presentate online. Vittima di un congenito disfattismo, l’esercito di gufi in servizio permanente effettivo nei talk show e sui giornali ha perso di vista che gli italiani sono meglio di come li si vuole rappresentare. I furbi, i pigri e i mascalzoni, è chiaro, ci sono e vanno bloccati, ma la stragrande maggioranza delle persone finite ai margini della società non aspetta altro che un’occasione per riprendersi la propria vita. Per questo è un mistero come faccia la Sinistra ad opporsi ancora al provvedimento. Il fiasco di chi ci ha letto i tarocchi sul Reddito di cittadinanza può aprirci gli occhi però su altre catastrofiche previsioni, a partire dal collasso della nostra economia. Così una strada già in salita diventa ancora più ripida, e si perdono di vista segni come la Borsa di Milano che guadagna il 15% da inizio d’anno, le grandi aziende che chiudono i migliori bilanci di sempre, il numero dei lavoratori precari trasformati in stabili che raddoppia. Fatti indigesti per chi gufa contro il Governo, ma che raccontare correttamente farebbe bene prima di tutto all’Italia.

 

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