Finito il contributo pubblico i partiti sono affamati

di Gaetano Pedullà

La Notizia di ieri sembrava profetica, con il dato mai conosciuto prima di 53mila politici – dai parlamentari ai consiglieri di municipi – legati a qualche fondazione o think tank, dietro cui possono celarsi finanziamenti illeciti. Esattamente l’ipotesi dei pm di Firenze che ieri hanno ordinato una serie di perquisizioni in tutta Italia indagando su Open, la cassaforte nella quale confluivano le donazioni private indirizzate a Matteo Renzi (nella foto). Con questi soldi è stato alimentato il renzismo coprendo i costi della Leopolda e – a quanto si sospetta – le spese di esponenti politici che potevano usare bancomat e carte di credito.

Flussi di denaro senza trasparenza, e che hanno fatto chiedere ancora una volta a Luigi Di Maio una commissione d’inchiesta sul finanziamento ai partiti. Da scoprire però c’è ben poco. Finito il contributo pubblico i partiti sono affamati, e se non hanno la fortuna di un Cavaliere che firma fideiussioni sui debiti, o la possibilità di restituire in comode rate 49 milioni percepiti indebitamente dallo Stato, devono bussare col cappello in mano da chi può aiutarli.

Cosa gli stessi partiti diano poi in cambio è ignoto anche se è ovvio che nessuno fa niente per niente. Così la fattura da due milioni pagata dal Gruppo Toto all’avvocato Alberto Bianchi – ex presidente proprio della Fondazione Open – non può non lasciare perplessi, soprattutto se si considera che Toto incassa centinaia di milioni grazie alla concessione pubblica di un’autostrada, settore sul quale i 5 Stelle vogliono chiudere un’antica mangiatoia, mentre altri partiti chissà perché frenano.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Non piove, è colpa della Raggi. L’ultima idiozia per colpirla

Che piova o che non piova è sempre colpa della Raggi. Convinti come sono di avere a che fare con l’anello debole dei Cinque Stelle, avversari politici e giornali di complemento battono come un fabbro su ogni mossa della sindaca, a spezzo del ridicolo e col risultato di fare emergere che dopo Di Maio nel…

Continua

Una volta era Salvini a condannare i cambi di casacca

La cosa più divertente è che in passato nessuno più di Matteo Salvini ha condannato quei parlamentari che cambiano casacca, eletti grazie ai voti di una forza politica e poi transfughi in altri lidi, senza sentire l’obbligo di dimettersi o di rispettare gli accordi presi con chi li ha candidati. Nella prima Repubblica questo fenomeno…

Continua

I sovranisti e il trucco sul Mes finito male

Sgombriamo il campo da ogni partigianeria e riflettiamo su com’è finita la guerra del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità del quale gran parte degli italiani ancora adesso non hanno capito molto, e tra questi prima di tutti Matteo Salvini e Giorgia Meloni. In estrema sintesi si tratta di uno scudo da utilizzare in caso…

Continua

La frittura di sardine e CasaPound

Verrebbe da dire che non c’è più religione. Milano e centinaia di sindaci si stringono a Liliana Segre nella marcia contro l’odio raziale, e nel mazzo ci troviamo Roberto Di Stefano, cioè il primo sindaco di Destra dell’ex Stalingrado d’Italia, Sesto San Giovanni, che ha appena rifiutato di concedere la cittadinanza onoraria alla Segre medesima.…

Continua

I rischi dello Stato imprenditore

Ci risiamo con lo Stato che fa l’imprenditore. Dopo le montagne di soldi pubblici gettati dalla finestra prima e durante la stagione dell’Iri, malgrado l’inevitabile clientelismo e l’inefficienza che si è sempre generata quando tra convenienze politiche ed esigenze manageriali sono prevalse sistematicamente le seconde. Perciò persino all’estrema Sinistra, lì dove il liberismo economico è…

Continua

Manovra Gratta e perdi. La visita di Conte al Colle non annuncia niente di buono

Fossimo in tempi di pace non ci sarebbe niente di strano a vedere il capo del Governo che sale al Colle per aggiornare il Presidente della Repubblica su cosa bolle in pentola nella Manovra finanziaria. Ma questi sono tempi in cui tutte le categorie del passato sono saltate, e mettere d’accordo Cinque Stelle, Pd e…

Continua

Il Carroccio ha gettato la maschera

Quando si a ha che fare con gli ultrà della Lega centinaia di indizi non fanno una prova. L’avevamo appena visto con le penose accuse al premier Giuseppe Conte, colpevole di aver condotto in segreto la trattativa sul Fondo salva-Stati (Mes). Fesserie smentite con ben 26 tra stenografici, documenti e atti parlamentari. Invece di scusarsi…

Continua

Il grande bluff dei finti sovranisti

Verrebbe da dire che non ci sono più i sovranisti di una volta. I nostri guardiani un tanto al chilo della superiorità nazionale ieri avevano altro da fare che scusarsi per aver difeso a oltranza le finte ragioni dei franco-indiani di ArcelorMittal, in fuga dall’Ilva a causa del ritiro dello scudo penale. Anziché compiacersi di…

Continua

A chi giova Casamonica star in Tv

Per ogni passo avanti ne facciamo subito due indietro. Ecco come un Paese civile e fantasioso come il nostro è finito nelle retrovie di tutte le classifiche del benessere, dalla cultura (solo il 5% dei giovani studenti capisce quello che legge!) all’economia, alla legalità. Proprio qui siamo fenomeni. Non contenti dei danni che ha fatto…

Continua

Una svolta Capitale sul crimine

Chissà per quale motivo le cosche di Corleone o dei casalesi sono sempre state considerate mafia e camorra mentre i clan altrettanto criminali della Capitale e del litorale romano invece no. Neppure la famigerata banda della Magliana, con i suoi intrecci col terrorismo e i servizi segreti deviati, è stata mai considerata pericolosa quanto cosa…

Continua