Gli elettori l’ostacolo più difficile

di Gaetano Pedullà

Beati loro che non vedono ostacoli insormontabili. Uscendo ieri pomeriggio dal primo incontro tra capigruppo di 5S e Pd (questi ultimi entrambi renziani “commissariati” dall’inserimento di Orlando), è apparso chiaro che le basi per un’intesa di Governo c’è tutta. Poi in serata si sono visti a cena direttamente Di Maio e Zingaretti, e a quanto si sa le portate non sono rimaste sullo stomaco a nessuno. I pentastellati vogliono assolutamente il provvedimento bandiera del taglio dei parlamentari, e Giuseppe Conte ancora Presidente del Consiglio. Da parte sua, il segretario dei Democratici ha elencato le proprie priorità, tra cui una sorta di agenda sociale, e oggi si ricomincia a costruire, smussare gli angoli, accorciare le distanze che a Salvini erano sembrate così siderali da far cadere l’Esecutivo gialloverde senza considerare il cambio di cavallo in corso. Ora se si riuscirà a trovare la quadra non lo sa nessuno, ma dopo il supplemento di tempo concesso da Mattarella le possibilità sono cresciute. Tutto bene dunque? Neanche per niente. C’è infatti un ostacolo che in democrazia dovrebbe essere sempre insormontabile, e cioè la forte resistenza dei sostenitori grillini e del partito di Bibbiano. Parlare al proprio popolo e spiegare il senso di un ‘operazione che il Centrodestra insisterà tutta la vita a definire di Palazzo, è l’impresa più difficile che manca per far partire il Governo più impensabile del mondo.

 

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Uno sguardo più lungo sull’Europa. L’Ue sta cambiando. Ecco perché ci fa ben sperare

Devo ringraziare l’ex vicedirettore e con me cofondatore di questo giornale, Marco Castoro, per avermi dato ancora una volta un prezioso spunto di riflessione. Preso dall’evidente nostalgia dei tempi in cui La Notizia bombardava quotidianamente l’Europa, ha ripescato una nostra prima pagina in cui beffardamente titolavamo “Paraculona” (si veda l’edizione dell’11 settembre 2015) sotto la…

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Su Bibbiano basta passerelle, slogan e magliette. L’unica strada è riavviare l’iter della Commissione parlamentare d’inchiesta

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Ciaone ai notabili di partito. La strada è in salita ma almeno il panorama promette bene

Il Governo con l’età media più bassa di sempre, composto per un terzo da donne, che segna un deciso ricambio generazionale nel Pd e l’indole da talent scout dei Cinque Stelle, riusciti appena un anno fa a tirar fuori dall’anonimato politico un fenomeno come Giuseppe Conte, e ora pronti a riprovarci con personalità altrettanto promettenti…

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Il difficile viene adesso. Il voto di ieri è stato un grande esempio. Ma la partecipazione da sola non basta

È nato sull’onda di un vaffa e ieri ha dimostrato di essere rimasto della stessa gustosissima pasta: vaffa a chi è rimasto nel secolo scorso diviso tra clan di destra e sinistra, vaffa a Salvini che ha tradito l’impegno preso col Movimento, vaffa a chi vuole fermare l’impronta riformista dei Cinque Stelle, vaffa ai troll…

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Non giriamoci attorno con parole fintamente diplomatiche: oggi i veri attivisti Cinque Stelle (e non le migliaia di infiltrati e troll sui social network) devono decidere se far partire un Governo con il Pd al posto della Lega – sai che differenza! – oppure dare al Movimento una randellata letale, più profonda e dolorosa di…

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La pazienza di Mattarella ha un limite

Dove andasse a parare il Presidente Mattarella si era intuito ieri pomeriggio ascoltando Salvini al termine del suo turno di consultazioni. I Cinque Stelle e il Pd hanno seriamente la possibilità di fare un Governo, e al netto di chi gioca ad avvelenare i pozzi, per riuscirci hanno bisogno essenzialmente di tempo. Il leader della…

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Un premier popolare. Ecco le tante buone ragioni per riproporre Conte

La novità più rilevante nel secondo giorno della crisi di Governo è arrivata dal Pd. Tutti d’accordo in direzione, il segretario Zingaretti ha il mandato per provare a formare una nuova maggioranza con i Cinque Stelle sulla base di cinque ampi punti programmatici. Un aspetto che sommato al manifesto presentato al Senato dal premier uscente…

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Una sfida per il bene del Paese

Morto il re, lunga vita al re! Nel discorso con cui ieri Giuseppe Conte ha seppellito il Governo gialloverde ci sono due capitoli perfettamente distinti. Il primo è l’elenco impietoso dei colpi bassi subiti soprattutto negli ultimi mesi da Salvini, con una critica sulla sua interpretazione del ruolo istituzionale e l’evocazione delle piazze che non…

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Va fermata la guerra delle piazze

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