Il Campidoglio già assediato dai poteri forti

di Gaetano Pedullà

Alle dimissioni di Ignazio Marino mancavano ancora due giorni e già sul quotidiano Il Tempo usciva in prima pagina un articolo che avvisava i naviganti: “Lo stadio della Roma a rischio con la nuova amministrazione”. Ora si sa che i costruttori romani hanno perennemente qualche conto da regolare, ma l’esplodere dei contrasti tra i poteri forti della città prima ancora che il sindaco sia stato seppellito è il peggiore dei segnali possibili. Il vuoto di potere rimette ogni accordo in discussione e per chi ha in mente vecchi e nuovi affari è come pescare la carta delle opportunità nel gioco del Monopoli. Si rischiano così nuove battaglie e veti incrociati sulla testa dei romani, con l’effetto di aggravare l’immobilismo e la crisi che tengono in ginocchio la Capitale. Se salta il nuovo stadio della Roma, al di là di chi ci guadagna e di chi rosica, questo sarà il segnale che sulla candidatura alle Olimpiadi del 2024 stiamo scherzando. Delle lotte di potere tra milionari ai cittadini interessa poco. Ma se a Campidoglio vuoto queste lotte fanno male alla città è determinante bloccarle. E fare in modo che a pagare non siano come al solito gli interessi generali.

 

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