Il chiodo fisso di Berlino per la Grecia

di Gaetano Pedullà

L’economia mondiale è in fiamme. La Cina svaluta per tre giorni di seguito la moneta, costretta dal brusco calo della crescita. Una mossa che obbligherà gli Stati Uniti a reagire, rinviando ancora il rialzo dei tassi e dunque, di fatto, continuando a svalutare il dollaro. In Europa la massiccia immissione di liquidità della Bce non sta sortendo gli effetti sperati. È lo stesso board dell’istituto di Francoforte ad ammetterlo, giudicando deludente il livello di crescita nell’Eurozona. Siamo dunque nel crocevia di una crisi che non risparmia nessun lembo del pianeta. A Berlino però il chiodo fisso resta la minuscola Grecia, un Paese ormai depredato di tutto, e che fino all’ultimo viene tenuto sulla graticola da una Germania che fa e disfa la politica economica europea, condiziona illegalmente le decisioni della Banca centrale di Draghi e dopo anni di rigore è riuscita ad arricchirsi alle spalle di tutti i partner dell’Unione. Non si capisce perché ancora oggi tornerà a riunirsi l’inutile Eurogruppo chiamato a concedere i nuovi aiuti ad Atene. L’ultima parola è sempre della Merkel. Una cancelliera che è diventata Kaiser. E tutti gli altri sudditi.

 

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