Il prezzo troppo caro del consenso

di Gaetano Pedullà

L’Europa ha voglia di sgolarsi per dirci che non possiamo aumentare il debito dello Stato all’infinito. Qui però tra poco si vota e tra populismi e astensionismo il prezzo del consenso è schizzato alle stelle.

Ieri su La Notizia abbiamo fatto una ricognizione dell’assalto alla Manovra, dove i parlamentari all’ultima spiaggia stanno cercando di far finanziare di tutto, dalle sagre paesane a qualunque altra costosa amenità. Centinaia di milioni che ci prepariamo a buttare, che comunque sono niente rispetto a quello che sta per spendere chi tiene i cordoni della borsa. Solo ieri il Governo ha salvato 14.600 lavoratori dall’obbligo di rinviare la pensione, ha dato il via alla stabilizzazione di 50mila precari delle pubbliche amministrazioni ed è partito il cosiddetto reddito di inclusione, fino a 485 euro a tutti coloro che non hanno niente e non fanno niente. Misure che messe insieme bruciano miliardi, e che soprattutto continuano ad ingrassare la bestia della spesa pubblica, mettendo benzina a una macchina dello Stato già esageratamente costosa e pletorica. Si continua insomma a far uscire soldi che possono entrare solo aumentando il debito pubblico e presto o tardi anche le tasse.

Esattamente il contrario di quello che servirebbe al Paese, smettendola di comprare il consenso con regalie e contributi a pioggia, ma abbattendo per lo stesso importo le tasse di chi produce, favorendo nuovi investimenti e la creazione di posti di lavoro. È incredibile quanto sembri facile a dirsi e se non ci fosse una politica cialtrona anche facile a farsi.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Una manovra a prova di divisioni

Davvero una mossa geniale questa dei leader del Pd: vederli passare dai caminetti alle cene con servitù è esattamente quello che aspettavano i loro ultimi eroici elettori per trasferirsi altrove. Un messaggio surreale per quell’Italia proletaria e di Sinistra che ha fame, e gli amati sapori di una volta li trova più facilmente sulla tavola…

Continua

Merde Alors a Salvini. L’ultima moda in Europa è insultare l’Italia

Abituato com’è ad abitare sul Colle, il Presidente Mattarella vola alto e forse fatica a vedere cosa accade giù, in basso, dove prolificano i nazionalismi, e di certa Europa non si vuole più sentir parlare. L’integrazione – dice il Capo dello Stato – ci ha portato benefici, i sovranismi sono un pericolo e non è…

Continua

Fuoco di fila contro il Governo

Quando fu eletto commissario europeo agli Affari economici, anche con il voto dell’Italia, Pierre Moscovici era considerato una colomba, cioè un “amico” dei Paesi con qualche guaio nei conti pubblici. Poi è arrivato Macron e il ritorno di quell’asse franco-tedesco che ha saldato gli interessi di Parigi a quelli di Berlino, a discapito degli Stati…

Continua

L’inutile diplomazia dell’Onu

Chi gira ogni tanto per il mondo sa quanto è sottile la considerazione per il nostro Paese. L’Italia degli spaghetti, mafia e mandolino è uno stereotipo che ci hanno affibbiato per farci male. Sia chiaro, noi ci abbiamo messo del nostro e in parte ci meritiamo un certo dileggio. Ma l’immagine di una nazione è…

Continua

Ora rischia la fiducia nelle toghe

Tre dei quatto capi d’accusa ipotizzati per Matteo Salvini sono già caduti, l’ultimo impegnerà per mesi il tribunale dei ministri, altri magistrati e un mucchio di dipendenti pubblici, tutti a caccia di un reato che per moltissimi italiani è invece una medaglia sul petto del ministro. Tanto è vero, che la popolarità del leader della…

Continua

La Chiesa perdona, i giudici No

Come volevasi dimostrare, un bel gruppo dei migranti arrivati in Italia con la nave Diciotti non ha perso tempo a dileguarsi. I magistrati però non corrono rischi: invece di dedicarsi a questi signori possono continuare a cercare capi d’accusa contro Salvini, il ministro che ha tenuto questa gente più a lungo possibile sul mezzo della…

Continua

La fortuna al contrario di Tripoli

Quanto ha senso indignarsi per mezzo mondo che vuole immigrare a casa nostra e poi continuare a fare le guerre coloniali? Si dirà che le colonie europee sparse per il pianeta – o i posti al sole come li smaltava il fascismo – non ci sono più, ma la guerra civile in corso in Libia…

Continua

Il Vaticano affronti i suoi guai o cadono le fondamenta

A volte ci sono segni profetici, capaci di mostrarci qualcosa che può avvenire, affinché ci si pensi meglio prima di favorire con i propri gesti il concretizzarsi del presagio. Il crollo nella chiesa di San Giuseppe dei falegnami, nel cuore di Roma, tempio affidato a un influente gesuita, strettissimo collaboratore di Papa Francesco, ha in…

Continua

La lobby del casello ha chiuso

Autostrade per l’Italia non ci sta a perdere per un processo sommario una concessione che le fa incassare ogni anno miliardi di euro di utili. È caduto un ponte di cui aveva la responsabilità, sono morte 39 persone (e il bilancio potrebbe essere più grave), l’immagine dell’Italia nel mondo ha subito un danno molto più…

Continua

Sulla Rai un conflitto scandaloso

Un Paese che non ha mai regolato sul serio i conflitti d’interesse tra politica e grandi capitali, c’è un caso che sta diventando grottesco per quanto è abnorme e scandalosamente alla luce del sole. L’azionista di riferimento del maggiore polo televisivo privato può permettersi di paralizzare la gestione della tv pubblica, protetto da una delle …

Continua