Il riscatto del gaffeur Juncker

di Gaetano Pedullà

Se c’è al mondo un personaggio politico che non dovrebbe mai evocare il senso del ridicolo questo è Jean-Claude Juncker. Gaffeur professionista, non raro ad alzare il gomito, mise la faccia e il nome su un piano di 300 miliardi di euro per uscire dall’austerità. Abbiamo visto quanto poco è servito, ma per ora resiste sulla sua poltrona, garante della Merkel che l’ha imposto e delle lobby internazionali, di sicuro più influenti del Parlamento di Bruxelles. Di figuracce e promesse mancate questo signore ha un elenco lungo come una Quaresima, a partire dall’impegno preso a Lampedusa sulle bare di 360 migranti morti in un tragico naufragio: quattro soldi e una piccola unità navale per fronteggiare un esodo biblico. Ieri però definendo ridicoli gli eurodeputati assenti proprio nel giorno della discussione sui migranti ha detto una cosa giusta. Se non si occupano di una questione ormai fondante del nostro stesso essere comunità, di cosa vogliono occuparsi i parlamentari Ue? Settecentocinquanta signori molto ben pagati, di cui a parte qualche episodio di folklore non si ricorda cosa abbiano mai prodotto di concreto per i loro Paesi e per l’Unione.

 

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Candidati senza programmi

Le sparate di Salvini, le finte primarie di Di Maio, il redivivo Berlusconi e il rimpianto di Renzi per il governo perduto. Persino la politica di queste settimane, in rampa di lancio per le prossime elezioni, emoziona come vedere una partita di calcio tra squadre di pipponi. Il motivo, che sfugge a leader troppo presi…

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Candidati e ipocrisie a 5 stelle

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Non ci sono i leader di una volta

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Odiatori di professione sui migranti

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I veri numeri sul lavoro sono negativi

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Sui migranti c’è un torneo dei cretini

Se un cretino si prende la scena dicendo la più stupida delle fesserie, in Italia non solo si corre tutti dietro alla fesseria, ma un attimo dopo ecco che arriva un cretino più grande che migliora la prestazione e apre il campionato di chi la spara più grossa. Il caso del momento è quello del…

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Il Meeting e la fede così confusa

Non c’è più religione. E se a certificarlo è niente di meno che il Meeting di Comunione e Liberazione c’è da crederci. Riassumiamo per chi aveva di meglio da fare e si è perso le puntate precedenti. Alla passerella del movimento che ogni estate fa da barometro del potere nel nostro Paese è passato due…

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La guerra dei migranti per la casa

Scappano dalla guerra a casa loro e vengono a farla qua da noi per avere a sbafo un appartamento. Detta così – e il solito becerume populista che campa sull’odio per gli immigrati ieri sui social network ha detto ben di peggio – la rivolta di ieri a Roma è intollerabile. Le cose però non…

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