Il tradimento dell’Europa a due velocità

di Gaetano Pedullà

Tre zombie e un becchino in un cimitero. La foto dei quattro leader europei che parlano del destino dell’Unione a Versailles è degna di un film di Dario Argento. Hollande, unico presidente francese a non tentare un secondo mandato causa evaporazione di tutti i suoi voti, Gentiloni, diventato premier neanche lui sa ancora come, Rajoy in sella grazie a un accordo che si tiene con lo scotch, ci propinano la loro nuova idea di Ue, visto che la vecchia è sostanzialmente trapassata ad altra vita, accompagnata da un numero crescente di Euroscettici, a partire dalla maggioranza dei britannici che hanno tagliato il cappio tirato da Bruxelles. Quarto soggetto, il becchino, è la signora Merkel, consapevole del delitto perfetto con cui la sua Germania ha messo tutti gli altri in mutande e talmente forte di tutto questo da dire ufficialmente che in futuro l’Unione europea avrà più velocità. Tradotto: i tedeschi correranno e gli altri pazienza se resteranno a zoppicare. Un certificato di morte dello spirito di solidarietà che era la base dell’Unione, letto sotto i sorrisi idioti dei tre capi di governo felici per sembrare ancora vivi mentre pure loro sono defunti.

Commenti

  1. honhil

    La Merkel becchino dell’Europa è una definizione perfetta. Con il senno di poi, ci si potrebbe spingere anche a dire che ha raggiunto il suo segreto scopo. E con Versailles che le fa da giusta cornice, la Kaiser, pur sedendo su un trono traballante, detta le condizioni della resa di quelli che fino a ieri erano partner a pari merito della morente Ue. E mentre tutto questo succede, mentre Hollande, Gentiloni e Rajoy, per il tempo che rimane loro di restare sulla scena, ma già di fatto maggiordomi merkelliani, fanno atto di sottomissione, però, nel Mediterraneo è la flottiglia finanziata dal magnate Soros a gestire la pratica dell’invasione europea. Lo chiamalo filantropo ma non è altro che un grande manipolatore che si serve della disperazione che attanaglia milioni di persone nelle aree critiche del mondo, per raggiungere i propri obiettivi. Una persona spregiudicata che non lascia niente al caso. Così, da un lato, finanzia la campagna elettorale di Hillary Clinton per avere dalla sua parte i dem dell’emisfero occidentale del mondo, dall’altro, assolda una vera e propria flotta per traghettare le centinaia di migliaia di disperati, contribuendo ad aumentare in maniera esponenziale i morti annegati nel Mediterraneo, per destabilizzare l’Europa. Ma se questo è vero, e sembra esserlo, perché l’Ue non lo ferma? Perché la sua flotta non viene neutralizzata? E perché no, anche affondata? E poiché tutto si può dire dei politici, ma non che siano delle mammole, allora, se ciò non avviene, è per il solo fatto che anche loro sono sul libro paga di George Soros. Da ciò l’imperativo categorico dei popoli europei di cancellare, nelle urne, la sinistra.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Le priorità non possono attendere

Spararle grosse non è mai un bel gesto verso gli elettori, ma nelle campagne elettorali bisogna prima di tutto vincere e quindi passi che si abusi. D’altra parte, in Italia di promesse irrealizzabili ne abbiamo sentite sempre così tante da esserci affezionati a questo andazzo, a tal punto da berci qualunque amenità, come capì bene…

Continua

Finti razzisti e ipocriti certificati

Se i risultati dei vertici internazionali si misurassero dall’intensità di sorrisi e strette di mano, quello di ieri tra Conte e la Merkel sarebbe poca cosa rispetto ad altri faccia a faccia tra la stessa cancelliera e nostri premier come Monti, Renzi e Gentiloni, giusto per fermarci agli esempi più recenti. Tutti incontri chiusi con…

Continua

Un silenzio da Prima Repubblica

L a natura differente dei Cinque Stelle. Differente dai vecchi partiti maneggioni, da chi governa e dice una cosa mentre ne pensa un’altra, dalla politica che nasconde la verità, trattando i cittadini come sudditi. Ecco perché il Movimento è diventato rapidamente un gigante nei consensi, fino a conquistare il Governo del Paese. Ora è chiaro…

Continua

L’intrallazzo Capitale non perdona

Sarebbe bene leggerle le 288 pagine dell’ordinanza che chiude la partita sullo stadio della Roma. Nelle intercettazioni della Procura c’è un concentrato dell’intrallazzo Capitale. Palazzinari che pagano per pilotare politici e burocrazia, consulenti che si spartiscono mazzette, esponenti di partito perennemente col cappello in mano: un film già visto, dove l’unica novità è che stavolta…

Continua

Un cinico traballante all’Eliseo

Inutile perdere troppo tempo sulle parole rivolte dal presidente francese Macron all’Italia per la vicenda della nave Aquarius. Come vedete accanto lo chiamiamo Micron, e abbiamo detto tutto. Quello che ci interessa di più è capire come sia possibile che l’enfant prodige della nuova politica trasversale ai tradizionali partiti di destra e sinistra sia arrivato…

Continua

La finta solidarietà di Madrid

Perdevamo colpendo uniti ai tempi delle crociate, a maggior ragione perdiamo oggi facendo tutta Europa di testa propria. Nella penosa vicenda della nave Aquarius, un esercito di poveri africani armati solo di fame e disperazione ha sbaragliato gli opulenti Paesi al di qua del Mediterraneo, carichi di egoismi e protagonismi, arrivati a livelli di disumanità…

Continua

Buona la prima di Conte al G7. L’Italia torna a contare nel mondo

Qualche decina di acuti frequentatori dei social network, quasi tutti dichiaratamente grillini, ieri ci ha duramente criticato per aver rivelato che alcuni ministri hanno rapporti forti con gli Stati Uniti. L’argomento è stato scambiato per un velleitario tentativo di screditare il Governo, quando invece da una tale informazione si evince che il premier e la…

Continua

Un giusto segnale alle imprese

Ora che ne ha meno bisogno, chissà quando Beppe Grillo offrirà una delle sue pastiglie di Maalox a Vincenzo Boccia e tutto il blasonato stato maggiore della Confindustria. Aver visto il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio che promette mari e monti all’assemblea della Confcommercio, mentre alla stessa messa cantata degli industriali c’è andato…

Continua

La ricetta liberale di Salvini

Incassata la fiducia anche alla Camera, ora il Governo Conte non ha altro da fare che cominciare a lavorare. Archiviamo dunque la campagna elettorale, e pazienza se ancora chi non ci vuole stare. Certo, il contratto di M5S e Lega ha qualche punto debole, ma su molte cose le idee sono chiare e su queste…

Continua

Così l’Italia fa saltare il tappo Ue

Mentre gli esegeti del Conte-pensiero fanno le pulci al discorso con cui ieri il premier ha incassato la fiducia al Senato, il nuovo Governo sta già rivoltando le regole assurde che ci hanno imposto dall’Europa. Per questo a noi interessa poco il dibattito sulle singole parole pronunciate dal Presidente del Consiglio in Parlamento, dove a…

Continua