In scena i soliti spot sui migranti. E intanto l’Ue ci bastona facendo saltare quattro banche italiane

di Gaetano Pedullà

I migranti salvati da una nave italiana in mezzo al Mediterraneo sono sbarcati ieri a Lampedusa, mentre via social il ministro Matteo Salvini continuava a farsi propaganda. “Arrestateli” ha chiesto il responsabile del Viminale, evidentemente dimenticando che se qualcuno ha commesso reati il suo ruolo gli consente ampiamente di disporne il fermo. Ovviamente per far questo servono atti formali e non i proclami via Tweet, che però tornano utili per crescere nei sondaggi e fare campagna elettorale. Salvini, sia chiaro, ha perfettamente ragione nel pretendere che non riparta il giochino delle Ong, con cui si sono fatte entrare illegalmente in Italia migliaia di persone. Ma rifiutare di soccorrere chi è in pericolo di vita in mezzo al mare è tutt’altra cosa, e su questo alla fine lo stesso leader della Lega non ha l’animo disumano che a lui stesso serve mostrare. Distratti da tutto questo, da vie della seta e decreti sblocca-cantieri – a dimostrazione di un Governo che nella sua interezza sta producendo molto – ieri è arrivata una sentenza storica. La Commissione Ue ha fatto saltare le quattro banche italiane finite in risoluzione, rovinandone i risparmiatori, impedendo di usare il Fondo di garanzia interbancaria, spacciato ingiustamente per un aiuto di Stato. Quella decisione – la milionesima che dimostra quanto Bruxelles gioca sporco contro l’Italia – ha come corollario il divieto di spendere il miliardo e mezzo stanziato in Manovra per risarcire i truffati delle banche. Chi dovrebbe aiutarci, insomma, ci spara contro. E qui sì che ci sarebbe qualcuno da arrestare.

 

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