In televisione lo show dell’Italia peggiore

di Gaetano Pedullà

La caccia agli ascolti in televisione ha partorito l’ennesima schifezza e sull’onda dello scandalo la Rai ha tolto lo spazio del sabato al programma condotto da Paola Perego. Una decisione pilatesca e degna di una tv che è meglio spegnere. I nostri lettori più giovani non possono immaginarlo nemmeno, ma nel dopoguerra il piccolo schermo ha avuto un importantissimo ruolo educativo nel nostro Paese, insegnando l’italiano a milioni di persone che si capivano solo parlando i dialetti locali. Una forza straordinaria che continua a fare scuola, questa volta però dei peggiori difetti italici. L’informazione col bilancino tra i potenti di turno è il più grande spot della storia su quanto in Italia sia normale leccare il sedere. I programmi fotocopia tra i canali dimostrano che il coraggio non paga, l’omologazione è la regola e meno si innova meglio si fa. La lezione più brutta è però che qui nessuno paga. La Perego, una non giornalista messa a condurre un programma di infotainment (informazione e intrattenimento) lavorerà meno mentre i dirigenti Rai e i potenti agenti tv restano tranquilli al loro posto. Il drammatico show di un Paese allo sbando.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Candidati senza programmi

Le sparate di Salvini, le finte primarie di Di Maio, il redivivo Berlusconi e il rimpianto di Renzi per il governo perduto. Persino la politica di queste settimane, in rampa di lancio per le prossime elezioni, emoziona come vedere una partita di calcio tra squadre di pipponi. Il motivo, che sfugge a leader troppo presi…

Continua

Candidati e ipocrisie a 5 stelle

Ci voleva la provocazione di Saviano per dare un’emozione alla scelta spintanea di Luigi Di Maio candidato premier dei Cinque Stelle. Ci fosse ancora qualche puro che non l’avesse capito, nel Movimento uno vale uno, nel senso di uno in una scala che però evidentemente sale fino a mille, dove in cima ci sono solo…

Continua

La Lega non derubi due volte

Senza soldi non si canta messa, figuriamoci se si fa politica. Matteo Salvini ha molto chiaro che il blocco dei fondi pubblici assegnati alla Lega azzoppa la sua corsa prima ancora dello start per le politiche. Il punto è che quei soldi sono in parte il frutto di un reato, benché certamente non commesso dall’attuale…

Continua

Non ci sono i leader di una volta

È incredibile come in un’epoca di grida e risse su tutto le parole più incendiarie possano essere pronunciate con la pacatezza di un signore come Graziano Delrio. Il suo partito, il Pd, aveva deciso di fare dello Ius Soli una bandiera. Renzi si è speso in lungo e largo per spiegare che riconoscere gli stessi…

Continua

Odiatori di professione sui migranti

Se io fossi… se io fossi un migrante che dall’Africa è arrivato in Europa per dare una speranza a una vita disperata, ringraziando il mare per ogni onda che non mi ha fatto naufragare… Se io fossi un bambino nero o giallo diventato uomo in una culla di bellezza come l’Italia… Se io fossi una…

Continua

I veri numeri sul lavoro sono negativi

Come darla vinta al diavolo e all’acqua santa. Gli ultimi dati dell’Istat sull’occupazione sono un capolavoro di diplomazia comunicativa. Le persone che non trovano un impiego aumentano, in controtendenza con l’Europa. Però se si conta chi ha un posto, ecco che saliamo ai livelli del 2008, prima della grande crisi. Chi fornisce questi numeri meriterebbe…

Continua

Sui migranti c’è un torneo dei cretini

Se un cretino si prende la scena dicendo la più stupida delle fesserie, in Italia non solo si corre tutti dietro alla fesseria, ma un attimo dopo ecco che arriva un cretino più grande che migliora la prestazione e apre il campionato di chi la spara più grossa. Il caso del momento è quello del…

Continua

Il Meeting e la fede così confusa

Non c’è più religione. E se a certificarlo è niente di meno che il Meeting di Comunione e Liberazione c’è da crederci. Riassumiamo per chi aveva di meglio da fare e si è perso le puntate precedenti. Alla passerella del movimento che ogni estate fa da barometro del potere nel nostro Paese è passato due…

Continua

La guerra dei migranti per la casa

Scappano dalla guerra a casa loro e vengono a farla qua da noi per avere a sbafo un appartamento. Detta così – e il solito becerume populista che campa sull’odio per gli immigrati ieri sui social network ha detto ben di peggio – la rivolta di ieri a Roma è intollerabile. Le cose però non…

Continua

Imprenditori suicidi. Al rogo chi crea lavoro

Visto che non lo fa il Sole 24 Ore lo facciamo più modestamente noi della Notizia. Vogliamo dire una verità che farà storcere il naso a tante anime belle, tanto certe che tutte le Ong abbiano solo fini umanitari, quanto sicure che gli imprenditori in questo Paese sono sempre corruttori o evasori fiscale? Per un…

Continua