La partita di Conte sarà lunga

di Gaetano Pedullà

Il via libera degli euroburocrati alla procedura d’infrazione contro l’Italia per eccesso di debito è solo l’ultimo tecnicismo di un atto invece tutto politico, che può costarci molto e che il premier Conte adesso ha ampio mandato per trattare. Superate le asprezze della campagna elettorale, i leader di M5S e Lega hanno ritrovato il collante populista con cui rinsaldare un’esperienza di governo che – seppure per aspetti diversi – è vincente per entrambi.

Se il Carroccio ha raggiunto vette inesplorate di consenso, il Movimento ha perso voti ma sta realizzando molti punti di un programma che solo pochi anni fa veniva considerato pura utopia. Vedremo se la nuova Europa sarà miope come quella con cui combattiamo da anni, e ci permetterà di risollevarci mettendo così in sicurezza anche se stessa. In questo caso Conte potrà farcela, e questo grande Paese culla della stesa idea di Unione europea avrà davanti la possibilità di ripartire, e non solo i sacrifici che abbiamo fatto finora con l’unico risultato di veder crescere il debito.

La via d’uscita è una sola: poter usare le risorse (nostre) necessarie a fare le riforme, a partire da quello shock fiscale senza il quale è impossibile riattivare il motore delle imprese. L’Ue vorrà allentare le politiche di austerità del passato, usando le ampie leve di cui dispone, tra cui quella monetaria? Una prima avvisaglia la ricaveremo dal ruolo che spunteremo nella prossima Commissione. Difficile strappare un portafoglio economico, ma se ci lasceranno le frattaglie il messaggio sarà già abbastanza chiaro. La missione di Conte e Tria è solo all’inizio.

 

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