Lapo Elkann, rispettare prima di giudicare

di Gaetano Pedullà

Lapo Elkann deve fare i conti con il peggiore dei nemici possibili: se stesso. L’uomo è di una intelligenza, anzi di una genialità, con cui può uscire dall’ennesimo polverone lindo come si conviene all’ingresso del prossimo party. Per questo l’ironia che ieri ha invaso internet e i giochi di parole con cui anche noi oggi scherziamo sono un modo di esorcizzare una situazione di evidente difficoltà umana. Cosa invece molto diversa è il livore – per non dire l’orrore – con cui tanti hanno vomitato sui social network il loro odio sociale per un presunto fortunato. Il potere o la ricchezza servono a poco se c’è da combattere i propri mostri e supporre che da una situazione di privilegio tutto sia più facile è un’autentica stupidaggine. Quando si soffre si è nudi davanti al dolore, anche se si indossa un bell’abito. Più che giudicare, serve allora rispettare. Troppo facile buttarla persino in politica – e oggi sui giornali non mancheranno i commentatori pronti a farci la morale in chiave anti Agnelli – ma se Lapo ha qualche problema, tutti questi signori stanno anche peggio.

 

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