L’Europa spartita all’Eliseo

di Gaetano Pedullà

Un’Europa più sovrana, efficace e democratica. Il presidente francese Macron e la quasi confermata cancelliera tedesca Merkel hanno deciso che sarà questo il volto dell’Europa che si stanno spartendo, alla faccia del rispetto per la democrazia e la sovranità degli altri Paesi. I due leader partono da un punto incontestabile: così com’è questa Europa non funziona. O si va avanti nel processo di integrazione, anche politica, oppure la Comunità resterà un nano tra Usa, Russia e Cina. Detto questo, Parigi e Berlino hanno due strade per raggiungere il loro obiettivo: condividere con tutti i partner dell’Unione il controllo di un soggetto con maggiori poteri oppure prendersi la torta e lasciare agli altri le briciole. Troppo facile capire cosa hanno già scelto e a scanso di equivoci ormai si parla apertamente di nuovo asse franco-tedesco. Risolto il problema Gran Bretagna, che ha scelto di restare ancorata a Washington piuttosto che a Bruxelles, i due maggiori Paesi europei sono i padroni del continente. L’area mediterranea, indebitata e senza più sponde, può mettersi al traino, come il Commissario Ue Pierre Moscovici ci ha appena suggerito, invitando a non sostenere il 4 marzo i partiti euroscettici. Un’ingerenza nelle questioni interne del nostro Paese che svela la vera idea di sovranità e democrazia a cui pensano i leader riuniti ieri all’Eliseo. Uno scenario che per l’Italia non promette bene, schiacciati come siamo dagli interessi di due competitor che storicamente non ci hanno mai fatto beneficienza.

 

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Vanno sentite le basi o è un golpe

Verrebbe da dire: “contento lui..”. La missione del presidente della Camera Roberto Fico conclusa a suo parere con esito positivo, di fatto non porta a casa niente, se non due partiti mai stati tanto divisi al loro interno. I Cinque Stelle, dove uno varrebbe uno, ma poi nei fatti contano due – Grillo e Casaleggio…

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La coerenza o il potere, che derby nel Pd!

Quando non c’è amore più grande del potere pure la dignità può diventare un optional. Nel Pd ancora a trazione renziana, asserragliato da quasi due mesi sull’Aventino e finora graniticamente contrario a qualunque accordo con i Cinque Stelle, l’incarico dato dal Capo dello Stato a Fico mette il partito davanti a un bivio: accordarsi con…

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Sentenza sulla trattativa tra Stato e mafia, altro sale sulle ferite del Paese

Inutile illudersi: siamo un Paese che non potrà mai pacificarsi politicamente. Dalla nascita della Repubblica gli scontri tra fascisti e antifascisti, poi tra democristiani e comunisti, tra Sinistra e Berlusconi e adesso tra sistema e antisistema, hanno bloccato l’Italia in una perenne guerra civile sotterranea. Siamo stati così impegnati a bastonarci tra di noi da…

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Costano caro i capricci della politica

Non c’era bisogno di Salvini che si auto-conferisce l’incarico per far scoprire a Mattarella che a Hollywood possono prendere appunti per girare un film sul “Governo più pazzo del mondo”. Mentre il Quirinale è notarile nelle sue mosse – dal rito di sapore ottocentesco delle consultazioni fino al mandato esplorativo alla Casellati come esponente della…

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Prossima tappa stanare il Pd

Sarà stata la saggezza di Mattarella, che evidentemente non tutti abbiamo, a fargli decidere di dare due giorni e non i due minuti sufficienti alla Presidente del Senato Casellati per capire quello che ormai sanno anche i sassi: i Cinque Stelle non faranno un Governo con la Lega fin quando nel Centrodestra ci starà Forza…

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Mattarella costretto ad accelerare. O qui il Governo lo fa Assad

Per Alessandro Di Battista, Salvini al Quirinale sembrava Dudù, cioè il barboncino di Berlusconi. Uno strano complimento da chi sembra spingere la Lega a tradire Forza Italia per maritarsi ai Cinque Stelle. Su queste nozze, come da prassi quando le cose non vanno come si aspettano i grillini, girano già le voci di ricatti e…

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Consultazioni, Berlusconi non fa lo show per caso

Salvini e la Meloni che si allontanano con un ghigno dalla tribuna allestita dietro la porta di Mattarella, lasciando Berlusconi a fare uno show non concordato e a quel punto incontrollabile, dicono tutto su quanto sia imprevedibile la tenuta di un Centrodestra che però non ha alternative a restate unito. Lunedì o martedì il Capo…

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Consultazioni, un notaio al Quirinale non basta

Consultazioni, atto secondo. Le forze politiche che si erano presentate su posizioni inconciliabili al primo giro, oggi tornano al Colle con Centrodestra e Pd divisi al loro interno, complicando se possibile ancora di più le cose. Dunque, il tempo dato da Mattarella per far digerire un accordo non è servito, e anzi ha finito per…

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Quanto conta il partito di Mattarella

Che le scaramucce tra Salvini e Di Maio siano roba seria o – come ipotizzano menti raffinate – una presa per il naso degli elettori in quanto i due leader hanno già l’accordo in tasca, l’unica cosa certa a più di un mese dalle elezioni è che non c’è pericolo di fare presto il bis.…

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La brutta lezione di Telecom. L’economia italiana è illiberale

Comunque la si guardi, la battaglia in corso su Telecom dimostra che le regole del mercato economico in Italia funzionano poco, possono essere estese o ritirate come il mantice di una fisarmonica, e alla fine quello che conta non è il merito delle imprese ma le scelte della politica. Non siamo ai tempi del fallimentare…

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