Ma adesso ci serve un Italy Act

di Gaetano Pedullà

di Gaetano Pedullà

La Camera approva il Job Act e fa del suo meglio per spingere l’occupazione. Una piccola riforma è meglio di nessuna riforma, ma per far ripartire il lavoro in Italia serve ben altro. In un Paese dove la libertà economica è poco più di un concetto astratto, di Job Act se ne possono fare quanti vogliamo ma le imprese non torneranno a investire. Nel pianeta che ha fatto della circolazione dei capitali l’emblema stesso della globalizzazione, i grandi flussi finanziari scappano piuttosto che fermarsi dove si tartassa chi intraprende, si ingabbia con la burocrazia chi assume, si paralizza con processi eterni chi finisce in una contesa giudiziaria. Ci guardiamo bene dall’accomodarci allo zoo con i gufi, ma non è proprio possibile prenderci in giro: il lavoro si crea offrendo condizioni accettabili alle imprese, liberalizzando, tornando a guardare con rispetto chi crea sviluppo per se e per la comunità. Qui ci vuole un Italy Act, l’unica legge che non ha bisogno di soldi né di aiuti di Stato. Basterebbe garantire tempi certi, permessi veloci, certezza del diritto. In molti Paesi queste sono le condizioni standard in cui operano le imprese. Con che risultati è sotto gli occhi di tutti.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Da Saviano uno spot alle cosche

Leonardo Sciascia, uno dei più grandi intellettuali italiani, mai accusato di aver saccheggiato lavori altrui per i suoi libri, aveva visto giusto: l’antimafia può essere una professione fruttuosa. Un concetto sicuramente chiarissimo a un altro brillante intellettuale come Roberto Saviano, da anni in prima linea contro le cosche, e ciò nonostante protagonista di attacchi durissimi…

Continua

La guerra tra imprese e Di Maio

Il ministro Di Maio e la Confindustria si menano come fabbri. Nulla di imprevedibile: tra le tante cose che i Cinque Stelle hanno promesso di smontare ci sono i privilegi di cui anche gli imprenditori hanno goduto per decenni. Naturale quindi la reazione di chi non vuole perdere i vantaggi acquisiti in faticose trattative con…

Continua

Alla politica servono certi barbari

Li chiamano populisti, rozzi, nuovi barbari. E in effetti M5S e Lega non sono il prototipo di quel politicamente coretto che piace agli establishment. Poi però alla prova della democrazia questi parvenu sono più rispettosi dei loro impeccabili predecessori, così affamati di poltrone da mettere voce in capitolo pure su quelle che sono prerogativa delle…

Continua

Tra i grandi del mondo non ci siamo

Trump e Putin si siedono a tavolino e decidono le sorti del mondo. Certo, il vertice di Helsinki non è Yalta, ma i due non soffrono di sensi di inferiorità rispetto a Napoleone e Carlo Magno, figuriamoci per Roosvelt e Stalin. Quello che ha dell’incredibile è però che possono farlo, spartendosi ciò che gli pare…

Continua

La retorica bugiarda del Paese che non cambia

Il Governo Conte non ha fatto ancora niente, siamo solo agli annunci, i fatti concreti non si vedono. La retorica delle opposizioni all’Esecutivo di M5S e Lega ci sta bombardando con queste parole d’ordine. Ma le cose stanno veramente così? Sfogliamo insieme questo giornale, e non c’è una sola pagina senza prove concrete di un…

Continua

Unione (alcolisti) Europea

L’Europa guidata da un ubriaco. Se qualcuno non avesse capito perché andiamo sempre a sbattere, si guardi le immagini del vertice di ieri tra i Paesi della Nato. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è presentato talmente fuori controllo da non stare neppure in piedi. Una fotografia tragica per le condizioni di quest’uomo…

Continua

Una nuova lezione dalle urne

Non solo un Pd ai minimi storici e così tramortito da non riuscire a darsi una nuova leadership. Nell’eredità del renzismo c’è il tracollo della Sinistra a ogni latitudine della società italiana, come dimostra anche il tracollo al Csm di quelle che una volta si sarebbero chiamate toghe rosse. La stragrande vittoria di un magistrato…

Continua

Democrazia in deficit nelle banche

A sentire l’Abi, l’associazione delle banche di casa nostra, con l’avanzata del nazionalismo l’Italia può finire in bancarotta come l’Argentina. Certo, il mago Otelma sarebbe stato più capace di prevedere il crollo delle Popolari o del Monte dei Paschi, ma il campanello d’allarme suonato dai banchieri non va comunque sottovalutato, anche perché l’avvertimento segue a…

Continua

Il Colle parli dei soldi della Lega

Hanno parlato di migranti e Libia. Forse anche del caldo che fa. Ma di magistratura neppure un cen- no. Così ci dice il Viminale e il Quirinale non lo smentisce. Dunque perché non crederci anche se il partito di Salvini ha quel problemuccio dei 49 milioni di euro sequestrati per i finanziamenti pubblici spariti ai…

Continua

Una svolta per politici e giudici

Il sottosegretario alla Giustizia Morrone (Lega) ieri sera ha chiarito: quando si è augurato che la magistratura si liberi delle correnti, e soprattutto di quelle della Sinistra, non voleva dire quello che ha detto. Al ministro Bonafede la giustificazione è bastata e dunque tutto bene madama la marchesa! La luna di miele tra politica e…

Continua