Nella partita che vale ci sarà Conte

di Gaetano Pedullà

Per chi ama profondamente il calcio anche le partite minori hanno il loro fascino. Talvolta ci puoi trovare qualche vecchia gloria, anche se raramente ci si diverte a guardare, perché gli schemi di gioco si conoscono a memoria e la posta in palio non è certo il campionato. In politica non è molto diverso, e ieri quello che al botteghino ci hanno venduto come un match d’eccezione in realtà valeva meno di un’amichevole. Dal derby dei due Mattei poteva uscire qualche velenoso traversone, o un bruciante contropiede, ma niente a che vedere con la finale scudetto, dove in campo probabilmente ritroveremo Salvini ma questa volta contro Conte.

Se i leader della Lega e di Italia Viva hanno onorato al meglio delle loro possibilità le rispettive maglie, nell’incontro che conterà sul serio saranno in palio le bandiere, e con esse due diverse idee di gioco: il catenaccio sovranista contro il più moderno calcio totale, senza vecchie geometrie e con scatti veloci da destra a sinistra. Fuor da metafora, quello di ieri sera tra Renzi e Salvini è stata un’esibizione a porte aperte, più che a Porta a Porta, ma al di là della prevedibilità dei soliti argomenti trattati, ci ha fornito solo la conferma di quanto il capo del Carroccio sia tutt’altro che irresistibile, e in un campionato rischia di arrivare alla fine spompato.

Sempre che l’ex premier rottamatore, inebriato da due turni ravvicinati sotto le luci della ribalta (il prossimo sarà nel fine settimana alla Leopolda) non si illuda di essere diventato Maradona, e non riuscendo a fare gol si metta a tirare contro la sua stessa porta.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

C’è lo spot del Coronavirus

Armiamoci di pazienza e mettiamoci l’anima in pace, a meno di non volerci portare sulla coscienza altre migliaia di vittime. Fino al 13 aprile si deve restare a casa, e contribuire tutti a fermare un’epidemia che sta rallentando, ma può metterci un attimo a ripartire e ad esplodere, soprattutto nelle regioni del Sud dove finora…

Continua

Le Regioni che turbano la Merkel

Chissà che paura s’è presa la Merkel quando ieri le hanno portato la letterina vergata da un certo numero di presidenti di Regione, sindaci e liberi sottoscrittori, tipo Calenda. Un papello pubblicato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei maggiori quotidiani tedeschi, nel quale si leggevano due messaggi. Il primo era un rimprovero per la carenza…

Continua

Basta sciacallaggi delle Destre. Così ammazzano il Paese

Chiamiamolo col suo nome: alto tradimento. Chi sta fomentando anche indirettamente il malcontento che c’è nel Paese, spingendo i cittadini rimasti senza un soldo persino per la spesa ad assaltare i supermercati, sappia che così non si mette in croce il Governo o la maggioranza che lo sostiene, ma la stessa democrazia e i princìpi…

Continua

Dio ci salvi da Draghi premier

Tanto vale farlo santo subito. Mario Draghi, l’uomo della provvidenza, quello che ha salvato l’euro e le cui parole sono Vangelo – sempre sia lodato dal sacro testo Financial Times – è il sogno a occhi aperti di veri e presunti poteri forti, dei giornaloni e di una destra disposta pure a rinnegare se stessa…

Continua

Pechino ci deve risposte

Chi fa giornalismo con serietà non può che tenersi alla larga tanto dai complottisti quanto dai negazionisti. Le fake news sono dietro ogni angolo, e da quando siamo tutti nella rete dei social network i produttori di bufale sono in servizio permanente effettivo. Ma altrettanto è un grave errore far finta di niente quando da…

Continua

Il disonore dei sindacati disfattisti

Mentre scrivo questo articolo il presidente del Consiglio e un manipolo di ministri, anziché occuparsi dell’emergenza sanitarie ed economica, sono riuniti a porte chiuse con i segretari dei grandi sindacati confederali per decidere se oggi insieme al virus avremo la calamità di centinaia di aziende in sciopero, e quei pochi trasporti che permettono di rifornire…

Continua

Regioni più dannose del virus

L’eroismo dei soldati, la confusione dei comandi. Nelle guerre degli italiani questa è una costante, e la guerra al Coronavirus non fa differenza. I medici, gli infermieri, i farmacisti ci rimettono anche la pelle mentre il Governo dice una cosa e le Regioni un’altra. E chi se ne frega se questo conflitto nelle decisioni rende…

Continua

Conte vuole i soldi ma non il Mes. Giusto, però rischiamo una trappola

Scusate la mia brutta abitudine, per cui quando vedo la bava sparsa a fiumi su tv e giornali mi si alza il sopracciglio e sento puzza di bruciato. La brillantissima presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde completamente riabilitata per aver messo una pezza al buco fatto da lei stessa, è un caso tipico della…

Continua

Usare tutte le risorse possibili. Solo così si salva l’Europa

Non ci voleva molto a capirlo, e il fatto che ieri – dopo una netta correzione di rotta – sia arrivata un po’ di calma sui mercati finanziari è la prova che la Banca centrale europea stava sbagliando tutto. Ostinarsi a non tagliare i tassi mentre le principali banche centrali del mondo l’avevano già fatto,…

Continua

Tutti noi più generosi di Silvio

A caval donato non si guarda in bocca e quindi grazie alla famiglia Agnelli, a Silvio Berlusconi e a Giuseppe Caprotti, figlio del fondatore di Esselunga, per aver donato dieci milioni ciascuno e respiratori da destinare ai nostri ospedali. Certo, se consideriamo i patrimoni di questi signori è stato più generoso il Movimento 5 Stelle,…

Continua