Referendum, ha vinto soltanto Zaia

di Gaetano Pedullà

Un giorno di euforia ci stava pure. Portare cinque milioni e mezzo di persone a rispondere su una domanda ovvia – volete o no più autonomia? – non era facile, anche se per riuscirci si sono spesi tanti soldi pubblici. Adesso Maroni tratterà con Gentiloni, il Veneto chiederà lo Statuto speciale e domani non succederà assolutamente niente. O perlomeno, non succederà niente di quello che gli elettori si aspettano. La legislatura è agli sgoccioli e sul federalismo fiscale si sono alternate negli ultimi 15 anni diverse commissioni ministeriali, con professoroni e consulenti, alcuni dei quali sono da tempo consiglieri di Zaia. Risultato: non si è tirato fuori un ragno dal buco. Impensabile dunque che si riesca a fare in pochi mesi quello che non si è riuscito in tre lustri. Dove il Referendum lascia una traccia pesante è invece negli equilibri del Centrodestra. Il governatore veneto è sempre più accreditato come il possibile federatore dei tre partiti che oggi faticano a comunicare. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sanno perfettamente che non hanno scelta a correre in coalizione, ma a furia di fare pretattica elettorale si stanno scavando fossati difficili poi da riempire. Il voto di domenica non è esaltante per Salvini, molto divisivo, e per Maroni, rimasto nella sua regione con un’affluenza sotto la soglia del 40 per cento. Ora, qualunque sistema elettorale si inventi, nell’era della rete e dei social l’offerta politica non può non essere accompagnata da leader riconoscibili e credibili. E Berlusconi non sarà il leader per sempre.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Salvini e la politica che torna con la lingua biforcuta

Il Governo M5S – Lega, nella sua imprevedibile casualità, sta fornendo una grande occasione di cambiamento per il Paese. In appena dieci mesi ha varato misure di equità sociale e generazionale senza precedenti, come il Reddito di cittadinanza e Quota cento, ha bloccato i vitalizi dei politici, imposto leggi come la spazzacorrotti – rivoluzionaria in…

Continua

La vicenda Siri. Le sparate di Salvini. Gli attacchi alla Raggi. Ora vi dico se il Governo dura o no

Curiosa metamorfosi ieri per Matteo Salvini, effetto evidente dei nuovi venti in arrivo dalle Procure. Il ministro che vuole mettere i prefetti al posto dei sindaci incapaci – a suo dire – di agire con forza contro il degrado delle città, se l’è presa ancora una volta con la sindaca Virginia Raggi, registrata illegalmente in…

Continua

La pubblicità è l’anima della Lega. La febbre da elezioni sta spingendo Salvini a spararla ogni giorno più grossa

Dopo essersi preso l’esercito, con una direttiva sui migranti che non compete al Viminale, Matteo Salvini fa sue anche le città, affidando ai prefetti il contrasto al degrado che è compito dei sindaci. Ci manca solo che commissari gli arbitri per far vincere il suo Milan, e magari mentre ci siamo il Parlamento e il…

Continua

I proclami e le circolari di Salvini sono solo arnesi di una propaganda che serve ad acchiappare consensi

D’accordo che ormai c’è la nuova legge sulla legittima difesa – a proposito, a settimane dall’approvazione non c’è traccia del Far West immaginato dalle opposizioni – ma sparare sull’esercito non è una grande idea, soprattutto se a farlo è il ministro dell’Interno, titolare di competenze ben distinte da quelle della Difesa. Matteo Salvini però a…

Continua

Parigi gioca col fuoco. La crisi libica sta diventando una guerra

Il rogo di Notre Dame rende più faticoso ma ugualmente necessario tornare su un altro incendio francese che rischia di far danni infinitamente maggiori. In Libia, il proseguire delle ostilità tra due eserciti pressoché disarmati – come sono quelli del generale Haftar e delle milizie fedeli ad al-Sarraj – sta diventando una vera guerra, con…

Continua

Che silenzio sul Paese che riparte. L’Istat segnala una nuova crescita della produzione industriale a febbraio ma non ce lo dicono

Ci sono notizie che su certi giornali non ce la fanno proprio a resistere, e nelle edizioni online crollano quasi subito in coda ad altre cento, mentre sui quotidiani di carta si parcheggiano in poche righe in fondo alle pagine interne, quando non sono stravolte per essere spiegate esattamente al contrario. Così ieri c’è stato…

Continua

Gli scontrini non pagati da Marino. Bene l’assoluzione ma quell’accusa fu l’alibi per far saltare un sindaco definito “marziano” anche dal suo partito

L’assoluzione di Ignazio Marino in Cassazione con la formula “il fatto non sussiste” è una notizia sicuramente buona per il professore, ma del tutto ininfluente per il politico ex sindaco di Roma. Contrariamente a quanto ancora adesso si racconta, il primo cittadino non perse la poltrona per le spese con la carta di credito del…

Continua

Pd, partito delle balle. I dem dimenticano che al timone del Paese c’era il Governo delle falle quando l’Europa ci impose il bail-in

Per il Pd quello gialloverde è il Governo delle balle, perché tra breve risarcirà migliaia ma non tutti i truffati delle banche. Con un’incredibile faccia tosta, si fa finta di dimenticare che al timone del Paese c’era il Governo delle falle quando l’Europa ci impose il bail-in e nessuno disse niente, ci fecero saltare da…

Continua

Il Grande fratello delle toghe. I magistrati si cancelleranno dai social network? E’ molto improbabile

L’ex ministro e sindaco di Roma Francesco Rutelli pare che abbia provato a dissuadere la figlia a non partecipare alla prossima edizione del Grande Fratello usando argomenti più espliciti di quelli con cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sconsigliato i social network ai magistrati. Stare sulla rete e in genere sui media –…

Continua

Le “manine” nei ministeri e i sospetti sul ministro Tria. Conte è circondato da una danza macabra e affollatissima

Con tutta la ciccia che c’è nel decreto Crescita approvato ieri dal Consiglio dei ministri, oggi dovremmo festeggiare un grande passo avanti per il Paese. E invece la formula del via libera “salvo intese” e ancor di più il rinvio dei rimborsi per i truffati delle banche accendono il primo vero allarme sul Governo. Il…

Continua