Roma come Corleone. Ora alla Capitale serve uno shock

di Gaetano Pedullà

Adesso vediamo come farà il Consiglio dei ministri a svicolare il 27 agosto prossimo, quando dovrà decidere se il Comune di Roma va sciolto o no per mafia. Un commissariamento che si voleva scongiurare anche per evitare una figuraccia storica. Ora però nemmeno dieci Olimpiadi potranno più cancellare lo spot alla potenza del crimine andato in onda ieri in mondovisione. Il funerale del boss Casamonica, con tutta la più classica simbologia mafiosa, certifica la battaglia perduta dal Campidoglio per riaffermare la legalità dopo il velo squarciato dalla Procura con l’inchiesta mafia Capitale. Un corteo con i cavalli che attraversa le strade della città, l’elicottero che lancia i petali sul feretro e l’orchestra che suona la musica del Padrino non possono essere stati organizzati senza che nessuno abbia dato le autorizzazioni. E se fosse andata proprio così, cioé con nessuno che ha visto niente, sarebbe persino peggio. Perciò adesso basta con l’ipocrisia e i calcoli politici di bottega. Roma ha bisogno di uno shock se non vogliamo vederla trasformarsi inesorabilmente in quella che fu Corleone. La capitale della mafia.

  • Saverio Schinzari

    In Italia vige un finto sistema democratico, cioè l’ipocrisia al potere. Ci fanno o vi fanno parlare, il sottoscritto, come tanti ha la “libertà ” di scrivere, per il resto poi non se ne frega nessuno niente. In Italia non si dimette nessuno, né tanto meno il siculo dopo le tante magre figure di cui è stato protagonista. Se fosse un vero uomo e non un pupazzo nelle mani della troika e del FMI, il bullo nazionale dovrebbe prendere esempio da TSIPRAS, e lasciare che il popolo esprima un suo giudizio su una politica economica e sociale devastante che ha distrutto il ceto medio. Il ceto medio non esiste più in Italia, mentre non si vede alcuna luce all’orizzonte. Il Presidente Mattarella, padre del mattarellum, dovrebbe prenderne atto. Personalmente credo che si debba andare urgentemente al voto. Sia per Roma che per l’Italia.

 

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