Un Paese in eterna campagna elettorale che si fa male da sé

di Gaetano Pedullà

Che popolo meraviglioso che sono gli americani. Con le armi a scuola, un presidente che cambia ministri più velocemente dei calzini, l’alimentazione di largo consumo più dannosa del mondo, se però gli minacciano l’interesse nazionale si scordano di essere bianchi e neri, democratici e repubblicani, e fanno quadrato sconfiggendo qualunque nemico. Per noi italiani, ancora incapaci di andare oltre le manifestazioni di piazza tra fascisti e comunisti, gli States sono lontanissimi. Ci sarà un motivo, però, per cui gli Usa dominano il pianeta mentre a noi può metterci al muro un euroburocrate qualunque. La nostra conflittualità, il non saper fare squadra e sentici in perenne campagna elettorale, ci rendono deboli quando non ridicoli con chi questo Paese se lo sta mangiando a fette. Esattamente quello che è appena accaduto in Europa, dove il nostro ministro dell’Economia e Finanze Pier Carlo Padoan ha dato una risposta da finto ingenuo ai colleghi dell’Unione che gli chiedevano se c’è da stare tranquilli sui destini di Roma. “Chi lo sa”, ha detto il nostro responsabile dei conti pubblici, in linea di principio non dicendo neppure una grossa balla. All’atto pratico però Padoan ha enormemente alzato la sensazione di incertezza sul nostro Paese, innescando una possibile bomba sui mercati, e in ultima istanza dimostrando di non aver compreso che le elezioni sono finite e adesso prima di tutto viene solo l’interesse dello Stato.

Di fronte a chi ci giudica e può darci o toglierci flessibilità sui parametri del debito e del deficit, non possono esserci politica, partiti, interessi minuscoli di consorteria. Lo stesso Padoan che in passato ha fatto salti mortali per dimostrare proprio in Europa l’indimostrabile, in questa circostanza poteva dare cento risposte migliori, senza offrire a Di Maio la comprensibile obiezione che qui c’è chi sta avvelenando i pozzi. Questa antica strategia militare, che rende durissima la vita al nemico che arriva nelle postazioni da cui si deve scappare, dà perfettamente l’idea di come l’attuale politica considera l’Italia: un territorio da occupare, dove la battaglia di un partito contro un altro è più importante del bene del Paese. Un atteggiamento che ci penalizza da decenni, e che è alle fondamenta dell’antipolitica.
In questa situazione oggi abbiamo un Presidente della Repubblica che da giorni sta richiamando al senso di responsabilità di tutti, a cominciare dai partiti che devono obbligatoriamente mettersi d’accordo, a meno di non voler tornare subito a votare. Ma a quale responsabilità si appelli Mattarella è difficile capire se persino un politico moderato come Padoan, in passato sempre travestito da tecnico (amico di D’Alema) pur di sganciare la bomba su Lega e Cinque Stelle ci ha fatto oggettivamente un danno gigantesco. Mettendo più di una pulce nell’orecchio dei mercati che non vedono l’ora di tornare a speculare e far soldi a spese di un’Italia da sempre già di suo facile preda. Il nostro enorme debito pubblico ci espone infatti alle tensioni delle piazze finanziarie e anche una sola parola fuori posto può costare miliardi di euro. Rischi che nessuno conosce meglio di Padoan, e per questo l’uscita di ieri del ministro è imperdonabile. Per quanto purtroppo probabilmente profetica sul caos che ci aspetta.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

Ecotassa sulla povertà. Il bonus sulle berline elettriche? Non può pagarlo chi ha l’utilitaria

Chi non vuole un mondo più pulito, dove l’energia non inquina e il progresso non è nemico della salute? Impegnarci per raggiungere questo scopo non è una prerogativa dei nostri non numerosi ambientalisti, ma di tutti noi attraverso azioni coerenti e virtuose. Dalla raccolta differenziata dei rifiuti all’utilizzo responsabile dell’acqua e del riscaldamento, non siamo…

Continua

Cambiare nella Sanità per curarla

Il professore Silvio Garattini, uno scienziato straordinario, ieri ha fatto una scoperta. Nei soli quindici anni passati nel Consiglio Superiore di Sanità – ci ha informato – non era mai successo che il ministro competente ne cambiasse tutti insieme i componenti. Insomma, chi entrava in questo prestigioso organismo, per quanto puramente consultivo, ci restava per…

Continua

Fango su Di Maio, una verità a sprezzo del ridicolo

Avevamo un delinquente seriale sotto al naso e ce lo stavamo facendo scappare. Il papà di Luigi Di Maio, e per osmosi ovviamente il figlio, sono i responsabili della piaga del lavoro nero al Sud e mentre ci siamo anche alle altre latitudini. Ma non è finita qui: il figlio ha un conflitto d’interessi che…

Continua

Il Governo durerà. Ecco perché

Alzi la mano chi è sfuggito in questi giorni ad almeno una discussione sulla tenuta traballante del Governo. I più accorti assicurano che lo show down arriverà alle europee, ma non mancano gli spericolati pronti a scommettere che a Palazzo Chigi la Troika fa sbaraccare prima, grazie alla miracolosa comparsa di moltitudini di parlamentari responsabili.…

Continua

Bruxelles ci ha tirato un osso

Il Governo ha promesso che non si attaccherà a qualche decimale in più di deficit, aprendo al diktat di Bruxelles sui conti, e il mercato ci ha tirato subito un osso, facendo riscendere un po’ lo spread, mentre gli investitori si ricoprivano in Borsa, soprattutto sui titoli bancari, riportando per qualche ora l’euforia a Piazza…

Continua

Sui giornali fantasia senza confini

Chi non legge i giornali non può immaginare i film di fantascienza che si perde ogni mattina. Ieri, per esempio, non c’era un solo quotidiano che non raccontasse di imminenti fratture nel Governo, con Di Maio e Salvini che addirittura non si parlano più personalmente, delegando le comunicazioni alle segretarie. I Cinque Stelle processavano Giorgetti…

Continua

Ritorsione politica da Bruxelles

Una Commissione europea arrivata a fine corsa e con il fiato dei movimenti sovranisti sul collo ha fatto il più classico degli errori. La bocciatura della nostra Manovra per il 2019 è infatti la tipica azione inconsulta di chi è in preda al panico, e per colpire un avversario che fa paura finisce per spararsi…

Continua

I leader si vedono adesso

La maggioranza che va sotto alla Camera, dove 5 Stelle e Lega hanno un margine larghissimo sulle opposizioni, è il segnale peggiore che l’Italia possa dare mentre l’Europa si prepara a infilzarci, bocciando la Manovra economica. I giochetti di un manipolo di parlamentari senza la statura necessaria per una battaglia epocale tra spread e democrazia…

Continua

Cosa insegna Treviso sui rifiuti

Alzi la mano chi aveva sentito mai parlare di modello Treviso. Si tratta – per tutti quelli che ancora non lo sanno – del sistema messo in piedi vent’anni fa nella provincia veneta per liberarsi dai rifiuti. Senza bisogno di termovalorizzatori dalle dubbie ricadute su inquinamento e salute, nel trevigiano smaltiscono il 100% della spazzatura…

Continua

Uno Stato che spreca ancora

La libertà di stampa e il valore del giornalismo non sono in discussione. Concetti che noi della Notizia sosteniamo da sempre e che ieri abbiamo potuto ribadire sul Blog delle stelle, cosa per la quale ringraziamo il Movimento Cinque Stelle. Ma questa libertà serve a ben poco, come un conto vincolato in banca, se non…

Continua