Un Paese poco garantista

di Gaetano Pedullà

di Gaetano Pedullà

Ci sono giorni in cui la cronaca accende un faro su macigni che stanno lì da sempre senza che nessuno se ne accorga. In un Paese dove la corruzione dilaga, l’abuso della carcerazione preventiva è considerato da tanti un male necessario. Poi si scopre che l’imprenditore Caltagirone Bellavista a più di 70 si è fatto sei mesi di carcere per un reato che non sussiste, nel frattempo il suo gruppo è finito in difficoltà e si sono persi centinaia di posti di lavoro. La storia non è isolata e coinvolge potenti e pezzenti, perché se non altro in questo campo l’ingiustizia è democratica. Ieri così persino un giornale definito da molti manettaro come Il Fatto quotidiano ha chiesto a un altro industriale, Silvio Scaglia (assolto in primo grado dopo tre mesi in carcere) cosa ha significato quell’esperienza. La prigione è come la morte per chi ci finisce senza motivo. Il nostro ordinamento in tal senso prevede che la carcerazione preventiva sia usata solo in casi precisi. Le cose però non vanno sempre così. E rispettando sommamente il difficile lavoro dei magistrati è altrettanto intollerabile che in nome della giustizia si commetta tanto spesso la più grande delle ingiustizie: togliere la libertà a un innocente.

  • http://Google Ninny

    Una giustizia pilotata da un’associazione di malfattori DELINQUENTI

  • http://Google Ninny

    I magistrati ,manipolatori corrotti DELINQUENTI !!!!!!

 

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L’Europa spartita all’Eliseo

Un’Europa più sovrana, efficace e democratica. Il presidente francese Macron e la quasi confermata cancelliera tedesca Merkel hanno deciso che sarà questo il volto dell’Europa che si stanno spartendo, alla faccia del rispetto per la democrazia e la sovranità degli altri Paesi. I due leader partono da un punto incontestabile: così com’è questa Europa non…

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L’inutile guerra a Bettino

Un Paese che guarda avanti utilizzando gli occhiali del passato. E per questo sbatte regolarmente la testa al muro. Non bastassero i problemi che abbiamo, se per un giorno non c’è motivo di polemizzare e di dividerci, ecco che lo costruiamo in quattro e quattr’otto, a costo di spostarci con la memoria alla tangentopoli di…

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Il fantastico Centro per l’impiego

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De Benedetti, l’autogol delle toghe

Se l’Italia è il Paese dei furbi che conosciamo parte della colpa è di una Giustizia che si fa fatica a comprendere, oltre che sentire giusta. E come credere davvero che la Legge sia uguale per tutti quando sentiamo da una parte il pm Di Matteo risalire agli Assiri e ai Babilonesi pur di incastrare…

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Fake news e altre promesse

Una tassa che viene (sul serio) e una tassa che va (a chiacchiere). Il Pd di Matteo Renzi, convinto sostenitore della nuova imposta sulle buste dell’ortofrutta, si scorda di aver governato negli ultimi cinque anni, e a due mesi dalle elezioni promette l’abolizione del canone Rai. Perché non l’abbia fatto prima è un mistero, mentre…

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La fortuna dei manager perplessi

La tassa sui sacchetti dell’ortofrutta non smette di stupire, non solo per l’approssimazione con cui si è fatta la norma, perfetta per fare incassare i produttori, molto meno per ridurre l’inquinamento. Renzi e il Pd hanno difeso a spada tratta l’iniziativa, senza spiegare però – se è così nobile – per quale motivo l’hanno infilata…

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I voti del Pd gettati via a sacchetti

Matteo Renzi non ci sta a prendersi le maledizioni dei consumatori, centuplicate dai social network, per la norma che fa pagare le bustine dell’ortofrutta. L’esborso ha una nobile motivazione di politica ambientale – rivendica l’ex premier – ed è una fake news che il Parlamento abbia favorito una specifica azienda, facendo riferimento alla Novamont guidata…

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Sui rifiuti chiacchiere e illusioni

Un dialogo tra sordi, dove l’unica cosa che si sente è la puzza di una politica rissosa e inconcludente. Un deputato Cinque Stelle emiliano, tale Michele Dell’Orco, attacca la sua Regione perché “inventa” l’emergenza rifiuti a Roma. Le 15mila tonnellate di spazzatura che la sindaca Raggi ha chiesto di smaltire eventualmente a Bologna sono quanto…

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Agli statali non bastava un regalo

Se si fa un regalo elettorale bisogna farlo bene. E dunque dopo aver aperto il cordone della borsa per dare un aumento di stipendio agli statali, adesso si sta correndo per mettere in busta paga gli arretrati. Soldi da fare arrivare ovviamente un attimo prima del 4 marzo, guarda caso la data delle elezioni. Dopo…

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Cinque anni al minimo sindacale

Il Presidente del Consiglio Gentiloni l’ha detta giusta: il suo Governo ha garantito una fine ordinata della legislatura. Per un esecutivo fotocopia di quello precedente, tirato fuori dal cilindro di Napolitano anziché dalle urne, il risultato minimo è comunque un risultato. Il Paese meritava di più, meritava di meglio? Certo che sì, soprattutto perché le…

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