Un piano B alla Rai per Parisi

di Gaetano Pedullà

Nell’intervista di ieri al Corsera il candidato del Centrodestra Stefano Parisi non ha mostrato dubbi: l’avversario da battere per la presidenza della Regione Lazio è solo l’uscente Nicola Zingaretti; Pirozzi non si sa chi rappresenti e la Cinque Stelle Lombardi senza i voti degli elettori moderati non avrà il successo della Raggi. Ben per lui che ha tante certezze ma il manager ha un problema duretto da sottovalutare: nel Lazio non lo conosce quasi nessuno. Per questo il risultato finale è molto incerto, e per quanto ci sia un forte vento che spinge in direzione di Berlusconi & alleati, Parisi accettando la candidatura alla Regione si è preso un grosso rischio, non facile da spiegare. Inoltre, nel caso arrivasse secondo, è improbabile che voglia restare a lungo a fare il semplice consigliere regionale d’opposizione. Dunque che ha in testa un signore che ambiva a fare persino il premier se non il leader della quinta gamba del Centrodestra, dopo aver fallito la corsa a sindaco di Milano ed essere stato un importantissimo imprenditore delle telecomunicazioni? Nei corridoi di importanti Palazzi romani è proprio in quest’ultimo tassello del suo vasto curriculum che viene trovata la risposta al domandone.  A Viale Mazzini sta per finire il mandato del direttore generale Mario Orfeo, che potrebbe tornare da vincitore alla sua casella di partenza, il quotidiano Repubblica, per lasciare proprio a Parisi il timone in Rai. Fantapolitica? La prima dote del potere è saper aspettare. E il 5 marzo è tanto vicino.

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