Una politica difficile da redimere

di Gaetano Pedullà

Roma controllata con metodi mafiosi. Con la politica succube degli stessi manager che nominava. Un sistema di potere che ha espropriato la città di immense risorse, e ha messo in mano ai comitati d’affari quei servizi che infatti non funzionavano mai. L’inchiesta della Procura squarcia un velo su questi anni bui, ci mostra come Destra e Sinistra sono ormai due facce di una stessa medaglia: un conglomerato di interessi che ha asfissiato la cosa pubblica. Portatori d’acqua, lobbisti e boss elettorali hanno proliferato come parassiti nel corpaccione di una politica che diventava sempre più debole. E alla fine hanno badato al sodo: assaltare la diligenza. Il quadro che emerge è clamoroso, e sinceramente non troppo sorprendente per chi osserva la città. Provare il coinvolgimento personale di tutte le persone arrestate o indagate non sarà facile e magari alla fine qualcuno riuscirà a dimostrare di essere finito ingiustamente nel tritacarne. Ma a un’evidenza non si scappa: la politica che permette un tale scempio ha fallito, perché non ha saputo quantomeno vigilare. E alla fine ha tradito i suoi elettori, diventando sempre più difficile da redimere.

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