Una politica succube della finanza

di Gaetano Pedullà

Da inizio anno la Borsa italiana ha perso il 25,7%. Se va avanti così, tra un po’ basterà fare una colletta tra amici per comprare banche, industrie e tutto il cucuzzaro. Risparmiatori e imprese, insomma, ci stanno rimettendo l’osso del collo, ma il Governo continua a occuparsi di adozioni gay e di poltrone. Renzi dice due parole sui social network, compiacendosi che l’epicentro della crisi finanziaria non è l’Italia. Mentre il ministro dell’Economia Padoan rilascia rassicurazioni che non rassicurano nessuno. Reazioni fragili che spiegano perfettamente qual è il vero problema dei mercati: non la finanza, ma la politica. Anzi, l’assenza di politica. Il presidente della Bce, Mario Draghi, l’ha detto chiaramente: c’è una cospirazione internazionale contro l’Europa e la nostra economia. E i capi dei governi come hanno risposto? In nessun modo, come sempre. Il massimo dello sforzo è stato immaginare un super ministro Ue delle finanze, da lasciare però rigorosamente senza finanze. Anche a casa nostra si fanno a malapena i compiti. Il decreto banche in arrivo è meno di un’aspirina. Così la speculazione ci mangia vivi e l’Europa affonda.

 

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