Una scuola che fabbrica disoccupati

di Gaetano Pedullà

Gli insegnanti li abbiamo appena visti in piazza, arrabbiatissimi insieme ai loro sindacati contro la riforma della scuola. Ieri però tutto taceva mentre l’Ocse certificava che per l’occupazione giovanile solo la Grecia fa peggio dell’Italia. Il tasso di occupazione dei nostri ragazzi è sceso dal 64% del 2007 a poco più del 52% di oggi. Molti neppure ci provano più a cercarsi un impiego. Tutta colpa della crisi? Fino a un certo punto c’entra anche questa, è chiaro, ma il vero nodo sta nell’assoluto scollamento tra quello che si impara negli anni della formazione e quello di cui c’è bisogno nel mondo del lavoro. Scuola e impresa sembrano vivere su mondi diversi. Solo in Italia d’altronde si esce dal ciclo scolastico senza saper far niente. Addirittura spesso senza neppure sapere se e in che direzione continuare gli studi all’università. Questo è il motivo per cui i ragazzi italiani stanno alla finestra, talvolta per anni, mentre in quei Paesi dove la scuola insegna anche a lavorare ci si emancipa prima. Concetti che i sindacati più di tutti dovrebbero capire per accelerare col cambiamento di questa grande fabbrica di disoccupati che è la nostra scuola.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

L’ipocrisia della libera stampa

Non lo facciamo spesso, ma il trambusto di questi giorni su una certa faziosità dei giornalisti ci obbliga a parlare anche di noi, perché La Notizia è uno dei non molti quotidiani nazionali nati in questi anni di grande crisi della stampa e soprattutto di proprietà di un editore puro. I padroni delle pagine che…

Continua

Se si torna al rigore perdiamo noi

Una bugia detta anche mille volte non diventa una verità, ma raccontandoci ogni giorno che la Manovra del Governo non funziona, il Pil cala, la fiducia scende, il Paese declina e tutte queste belle amenità, alla fine il clima diventa negativo per forza. D’altra parte a noi italiani piace farci male da soli. Contrapposti da…

Continua

I miracoli che la Chiesa non vede

Il Governo italiano compie un autentico miracolo: riesce a far sedere allo stesso tavolo a Palermo i protagonisti della guerra civile in Libia, offrendo una speranza per stabilizzare una regione dove c’è ancora l’Isis, e qual era ieri lo sport preferito di quasi tutti i giornali online nazionali? Ma ovviamente dare addosso a Conte e…

Continua

E’ il rigore la vera epidemia

La Commissione europea non fa in tempo a bocciare le stime italiane sulla crescita che subito arriva il Fondo monetario internazionale a definirci pericolosi untori della sana e robusta economia di tutto il continente. Strano che alla danza funebre non si sia subito unita anche la Banca centrale di Mario Draghi, ma siamo fiduciosi che…

Continua

La bufala del contratto a pezzi

Lo storytelling di maggior successo su tv e giornali di queste settimane si è rivelato una bufala. Non che non sia vera la distanza tra Cinque Stelle e Lega su provvedimenti rilevanti, come la riforma della prescrizione, ma da qui ai duelli da cavalleria rusticana tra Di Maio e Salvini ce ne corre. I retroscena…

Continua

Sì allo shock no alle sciocchezze

Cinque Stelle e Lega se la stanno vedendo brutta, Salvini si è visto la partita e gli italiani rischiano di vedere sorci verdi. Diciamolo subito: il Governo gialloverde non cadrà per la riforma della prescrizione o per la ritorsione sul decreto sicurezza, ma di sicuro la maggioranza non sta facendo affatto una bella figura, prestando…

Continua

Le banche sono salve. Ora si pensi ai cittadini

La cura da cavallo ha ammazzato l’economia ma ha salvato la bestia. Il certificato medico rilasciato ieri pomeriggio dall’Eba, l’autority europea sul sistema del credito, attesta che le grandi banche del continente sono talmente solide da resistere per almeno due anni ai peggiori scenari di crisi. Costrette a ricapitalizzarsi, a buttare via montagne di prestiti…

Continua

L’ultima manina è di Arcuri

Il volante gira in una direzione, le ruote sterzano dall’altra parte. Naturale che un’auto del genere alle prime curve esca di strada. Esattamente quello che rischia di capitare al Governo gialloverde, ormai consapevole che la macchina su cui sta viaggiando risponde come vuole lei ai comandi. Con le opposizioni latitanti, infatti, il vero freno all’Esecutivo…

Continua

Un azzardo europeo contro di noi

Quando la Borsa sale e scende il costo degli interessi sul debito, mosso da quel numeretto che si chiama spread, chi è a digiuno delle faccende finanziarie può pensare che sono tutti più ricchi e contenti. Un errore. Ieri Piazza Affari, come gli altri principali mercati europei, ha guadagnato molti soldi, lasciando però un bel…

Continua

La politica che fa male all’Italia

Un po’ a sorpresa l’agenzia di rating Standard & Poor’s non si accoda agli uccelli del malaugurio e conferma l’attuale livello di solidità del debito pubblico italiano. Le prospettive sono negative, ma non c’è quella bocciatura sulla quale sta scommettendo la speculazione sui mercati, e di rincalzo la più fallimentare classe politica del nostro stesso…

Continua