Una sfida per il bene del Paese

di Gaetano Pedullà

Morto il re, lunga vita al re! Nel discorso con cui ieri Giuseppe Conte ha seppellito il Governo gialloverde ci sono due capitoli perfettamente distinti. Il primo è l’elenco impietoso dei colpi bassi subiti soprattutto negli ultimi mesi da Salvini, con una critica sulla sua interpretazione del ruolo istituzionale e l’evocazione delle piazze che non lascia spazio a ormai definitivamente tramontate ricuciture. Il secondo, ben più denso e sorprendente capitolo, è invece una sorta di programma di un possibile Conte bis, col Pd e probabilmente la Sinistra dell’ex Procuratore di Palermo, Piero Grasso, ovviamente Zingaretti permettendo.

In uno scenario della crisi che resta complicatissimo, stretto da scadenze perentorie come l’approvazione della Manovra economica in tempo per impedire un disastroso aumento dell’Iva, e con la propaganda leghista scatenata nel tirare per la giacchetta il Presidente Mattarella, il pallino è ora in mano al segretario del Pd. Renzi, in un discorso misurato in Aula e dopo aver già anticipato l’intenzione sua e dei suoi di non entrare in un ipotetico prossimo governo, ha messo Zingaretti di fronte a un bivio: pensare ai proprio interessi, andando ad elezioni per svuotare il partito dai renziani ma a costo di fare entrare a Palazzo Chigi la Destra più oscurantista della storia repubblicana, oppure provare a seguire Conte sui punti programmatici sottolineati dallo stesso premier dimissionario.

 

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L’Italia ha bisogno di riforme profonde, ma ci si può fidare di Giorgetti?

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Avvisi ai naviganti in arrivo dai mercati e dall’Europa. Per qualche ora, giusto il tempo di far capire l’aria che tira, i titoli del nostro debito pubblico sono diventati più rischiosi di quelli della Grecia. Un regalo, l’ultimo di una lunga serie della Commissione europea, o se vogliamo di quello che resta del vecchio governo…

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Guai a dire che dietro la Destra che monta nel Paese c’è puzza di fascismo. Salvini ci fa sopra una grassa risata e strizzando l’occhio a Casapound ne nega l’evidenza. Ieri però a Roma hanno bruciato una libreria, e chi conosce giusto i rudimenti storici di quanto avveniva in Europa meno di cento anni fa…

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