Una sfida per il bene del Paese

di Gaetano Pedullà

Morto il re, lunga vita al re! Nel discorso con cui ieri Giuseppe Conte ha seppellito il Governo gialloverde ci sono due capitoli perfettamente distinti. Il primo è l’elenco impietoso dei colpi bassi subiti soprattutto negli ultimi mesi da Salvini, con una critica sulla sua interpretazione del ruolo istituzionale e l’evocazione delle piazze che non lascia spazio a ormai definitivamente tramontate ricuciture. Il secondo, ben più denso e sorprendente capitolo, è invece una sorta di programma di un possibile Conte bis, col Pd e probabilmente la Sinistra dell’ex Procuratore di Palermo, Piero Grasso, ovviamente Zingaretti permettendo.

In uno scenario della crisi che resta complicatissimo, stretto da scadenze perentorie come l’approvazione della Manovra economica in tempo per impedire un disastroso aumento dell’Iva, e con la propaganda leghista scatenata nel tirare per la giacchetta il Presidente Mattarella, il pallino è ora in mano al segretario del Pd. Renzi, in un discorso misurato in Aula e dopo aver già anticipato l’intenzione sua e dei suoi di non entrare in un ipotetico prossimo governo, ha messo Zingaretti di fronte a un bivio: pensare ai proprio interessi, andando ad elezioni per svuotare il partito dai renziani ma a costo di fare entrare a Palazzo Chigi la Destra più oscurantista della storia repubblicana, oppure provare a seguire Conte sui punti programmatici sottolineati dallo stesso premier dimissionario.

 

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Su Bibbiano basta passerelle, slogan e magliette. L’unica strada è riavviare l’iter della Commissione parlamentare d’inchiesta

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Il difficile viene adesso. Il voto di ieri è stato un grande esempio. Ma la partecipazione da sola non basta

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Gli elettori l’ostacolo più difficile

Beati loro che non vedono ostacoli insormontabili. Uscendo ieri pomeriggio dal primo incontro tra capigruppo di 5S e Pd (questi ultimi entrambi renziani “commissariati” dall’inserimento di Orlando), è apparso chiaro che le basi per un’intesa di Governo c’è tutta. Poi in serata si sono visti a cena direttamente Di Maio e Zingaretti, e a quanto…

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Dove andasse a parare il Presidente Mattarella si era intuito ieri pomeriggio ascoltando Salvini al termine del suo turno di consultazioni. I Cinque Stelle e il Pd hanno seriamente la possibilità di fare un Governo, e al netto di chi gioca ad avvelenare i pozzi, per riuscirci hanno bisogno essenzialmente di tempo. Il leader della…

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Un premier popolare. Ecco le tante buone ragioni per riproporre Conte

La novità più rilevante nel secondo giorno della crisi di Governo è arrivata dal Pd. Tutti d’accordo in direzione, il segretario Zingaretti ha il mandato per provare a formare una nuova maggioranza con i Cinque Stelle sulla base di cinque ampi punti programmatici. Un aspetto che sommato al manifesto presentato al Senato dal premier uscente…

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