Effetto Battisti per Salvini. Il leader leghista cresce ma Di Maio resta incollato. Sondaggio Gpf sul gradimento dei politici. Il capo del M5S stabile nonostante Di Battista

di Antonio Pitoni
Politica

Una settimana segnata dalle assonanze nel testa a testa tra i leader della maggioranza gialloverde. Con il leader della Lega, Matteo Salvini, che torna a smuovere la classifica del gradimento, trainato dall’effetto Battisti (Cesare). E il capo politico dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, stabile nonostante il ritorno in campo di Di Battista (Alessandro). E’ la fotografia scattata per La Notizia dall’ultima rilevazione di Gpf Inspiring Research, realizzata tra il 14 e il 16 gennaio.

Resta in testa nella hit parade del consenso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, stabile al 65%, mentre guadagna un altro punto, salendo al 56%, il capo del Governo, Giuseppe Conte. “L’ennesima ottima performance del premier, che continua a guadagnare consensi, non solo nei bacini elettorali di Lega e Cinque stelle, ma trasversalmente anche negli altri target elettorali”, spiega Roberto Baldassari, presidente e amministratore delegato di Gpf.

Molto più articolata l’analisi del gradimento dei due vicepremier e leader dei partiti che compongono la coalizione gialloverde. “Quanto a Salvini, dopo una settimana di assestamento, torna a crescere salendo al 54% – prosegue Baldassari -. La crescita di questa rilevazione è direttamente collegata alla cattura di Cesare Battisti: tra tutti i leader politici nostrani, quello a cui l’opinione pubblica italiana ha imputato il successo dell’operazione è proprio quello della Lega”.

Cambiando versante, sulla sponda del Movimento Cinque Stelle, per Di Maio, che la scorsa settimana aveva ripreso a crescere, si registra una battuta d’arresto. “Complice la visibilità mediatica dedicata al suo alter ego pentastellato Alessandro Di Battista – prosegue il presidente di Gpf -. In linea di principio la plurileadership non aiuta l’immagine del segretario di qualunque partito, tendenza confermata anche nel caso dei Cinque Stelle: le posizioni spesso nette non spostano positivamente, ma neanche negativamente, il giudizio del gradimento politico degli italiani per il capo M5S”. Insomma, il ritorno in campo di Di Battista non ha aiutato, ma neppure penalizzato, il gradimento dell’elettorato nei confronti di Di Maio, che resta stabile al 52%.

E sul fronte delle opposizioni? “E’ interessante notare come, continui in maniera progressiva la crescita dell’ex Cavaliere e presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, – sottolinea Baldassari -. Un trend che, con molta probabilità, troverà conferma nella prossima rilevazione, complice la neo candidatura alle Europee 2019”. L’indice di gradimento del leader di Forza Italia (27%, con un +1%) sembra lanciare un segnale netto ai suoi competitor, esterni ed interni: “Mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato”, avverte l’Ad di Gpf.

Per il resto niente da rilevare rispetto alla precedente rilevazione. “Eccezion fatta per il job approval di Giorgia Meloni (che perde un punto scendendo al 32%, ndr) – conclude Baldassari -. Come fossero dei vasi comunicanti, il successo di Salvini debilita l’altro leader politico, ossia la presidente di Fratelli d’Italia, che avrebbe potuto beneficiare della vicenda Battisti”. Immobili, invece, Emma Bonino (+Europa), al 31%; Maurizio Martina (Pd) al 26%; e Pietro Grasso (LeU) al 17%. Nella prossima rilevazione sarà interessante valutare l’effetto del decreto del Governo su Reddito di cittadinanza e Quota 100.

Nota metodologica. Audience: 803 interviste valide. Campione con estrazione casuale rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne articolato per sesso, età, professione, ampiezza centri, livello di istruzione e orientamento politico. Estensione geografica: Intero territorio nazionale italiano. Metodologia di rilevazione: Cati-Cami-Cawi. Periodo: 14-16 gennaio 2019.

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