Effetto Regeni, ambasciata vendesi in Egitto. All’asta il villone da 4mila metri quadri per un affare da 12 milioni

di Carmine Gazzanni
Primo piano

Probabilmente non c’è un collegamento così diretto. E probabilmente, come fanno sapere direttamente dall’ambasciata, era già stato tutto deciso da tempo. Però, come si suol dire, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. L’unica certezza è che il bando cade proprio nel momento di maggiore frizione dei rapporti tra Italia ed Egitto dopo il caso Regeni. E allora, dopo che è stata presentata da Arturo Scotto (Sinistra Italiana) la proposta di commissione d’inchiesta sulla morte del giovane ricercatore italiano, dopo che soltanto pochi giorni fa la Camera ha deciso di bloccare il rifornimento gratuito di pezzi di ricambio per gli F-16 egiziani, ora l’Ambasciata italiana al Cairo ha pubblicato un bando di gara per la messa in vendita di un immobile di sua proprietà. Un immobile, peraltro, non di poco conto dato che parliamo di un’estensione di ben quattromila metri quadri, per un valore a base d’asta di ben 12,5 milioni di euro.

ADDIO AL VILLONE – Il dubbio, a questo punto, è lecito: che sia un (timido) passo in avanti sulla strada del congelamento dei rapporti con al-Sisi dopo la vergognosa vicenda Regeni? Ai posteri l’ardua sentenza. Sicuramente parliamo di una proprietà non di poco conto che Paolo Gentiloni ha deciso di mettere in vendita. Stando al bando, infatti, in vendita finisce una palazzina che si estende per circa 1830 metri quadri e una villa di altri 460 metri, cui si aggiunge tutto lo spazio esterno di entrambi, per un totale che supera, come detto, i quattromila metri quadri. Ma non è finita qui. Perché l’immobile è di quelli prestigiosi (nonostante – è precisato nel bando – sia da ristrutturare) dato che “è iscritto nell’elenco degli immobili soggetti a vincoli architettonici”. Ma c’è di più. Non si può infatti dimenticare che la palazzina sorge in una delle città più strategiche dell’Egitto, Porto-Said, vicinissima allo sbocco sul mare del canale di Suez.

TUTTO DI GRAN CORSA – Insomma, per prestigio e posizione pare proprio che l’Italia abbia deciso di mettere in vendita un gioiello. E pare lo voglia fare anche con una certa fretta. Stando sempre al bando (pubblicato il 3 luglio) le offerte dovranno pervenire “non oltre le ore 12 del giorno 3 agosto 2016”. Insomma, gli acquirenti avranno solo un mese di tempo per decidere se comprare un immobile che avrà un costo (minimo) di 12,5 milioni di euro. Già, perché come specificato nel bando, non saranno nemmen prese in considerazione le offerte inferiori alla base d’asta. Per ora, dunque, l’Italia mira a far cassa in Egitto. E, forse, proprio per questo si è sì deciso di bloccare i rifornimenti gratuiti per gli F-16, ma non si è mai parlato di interrompere gli accordi economico-militari che legano Italia ed Egitto. Gli ultimi dati parlano di autorizzazioni all’esportazione di armi al Cairo per 37,6 nello scorso anno, in crescita rispetto al 2014 (31,7). In questo caso Regeni, chissà perché, non viene tirato in ballo.

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