Emergenza rifiuti nella Capitale, è colpa del Pd. Manca ancora il piano regionale. Parla il capogruppo M5S in Campidoglio, Pacetti: “Curioso che Renzi oggi inciti all’uso degli inceneritori”

di Mirella Molinaro
L'intervista

L’emergenza rifiuti è ora la difficile sfida che Roma dovrà affrontare. Ne è convinto il capogruppo M5S in Campidoglio, Giuliano Pacetti, che spiega come l’amministrazione intende agire per limitare i danni causati dall’incendio divampato nell’impianto Tmb sulla Salaria.

Subito dopo il rogo al Tmb la sindaca Virginia Raggi ha lanciato un grido d’allarme chiedendo aiuto a tutte le istituzioni e agli altri Comuni.
“Bisogna fare squadra. La sindaca ha lanciato un appello alla responsabilità istituzionale. Le istituzioni possono e devono sempre lavorare insieme per il bene dei cittadini. Ogni volta che c’è stata sinergia sono state vinte grandi battaglie”.

Adesso che l’impianto è fuori uso si pone il problema della raccolta rifiuti. Come pensate di affrontare questa emergenza nell’immediato?
“Sono state trovate delle alternative, sia dentro che fuori la Regione, per la gestione delle tonnellate di rifiuti al giorno che venivano trattate nell’impianto. È stata costituita in Campidoglio una cabina di regia tecnica, subito dopo l’incendio, il cui compito è proprio quello di coordinare la gestione della raccolta. Siamo sicuri che gli altri Comuni e le altre Regioni non lasceranno sola la Capitale d’Italia”.

Il Tmb è da tempo nell’occhio del ciclone e all’attenzione della magistratura visto che è ancora aperto un fascicolo (vedi pezzo in basso) sulle esalazioni tossiche sprigionate proprio da quell’impianto.
“Solo pochi giorni fa erano state pulite le vasche dell’impianto. L’amministrazione sta lavorando sul risanamento ambientale dell’area, sulla mitigazione degli odori ma soprattutto terrà fede all’impegno preso: il Tmb Salario verrà chiuso entro la fine del nostro mandato”.

Questo incendio ha messo in luce le fragilità del sistema di smaltimento rifiuti della Capitale?
“Ha messo in luce soprattutto che da oltre due anni aspettiamo che il Pd produca il Piano di Rifiuti regionale che manca dal 2012. Ci costringono a inviare i rifiuti in altre regioni e a sostenerne i costi. Non a caso oggi Renzi incita all’uso degli inceneritori”.

Quali saranno adesso le priorità?
“Riguardo al Tmb lo ha annunciato la stessa sindaca. Quanto accaduto anticiperà i piani di riconversione sull’area con la possibilità di costruire lì dentro un centro di riciclo creativo. Nel frattempo si continua con l’estensione progressiva della raccolta porta a porta in tutta la città”.

In che modo?
“Si tratta di un nuovo sistema di raccolta tecnologico che consente di monitorare il flusso dei rifiuti. Roma deve guardare al futuro: raccolta differenziata e fabbriche di materiali per il loro riutilizzo. I rifiuti devono diventare una risorsa come nel resto d’Europa”.

La sindaca Raggi, ieri, è corsa da Ostia, dove per la prima volta è stato abbattuto uno stabilimento balneare abusivo, all’impianto dei rifiuti avvolto dalle fiamme. Il tutto all’indomani dello sgombero della ex Penicillina.
“L’abbattimento del primo pezzo di lungomuro a Ostia è una vittoria. Era già in programma e la sindaca lo aveva annunciato il giorno prima. Come avvenuto per le ville dei Casamonica stiamo demolendo tutti gli abusi perpetrati negli anni a danno dei cittadini. Nel caso dell’ex Penicillina non si tratta di un’emergenza, ma di un percorso che si è sviluppato nel tempo in sinergia con Prefettura e Questura. Roma Capitale si è occupata di organizzare l’accoglienza. Il lavoro è iniziato già prima dello sgombero, con la presa in carico delle persone in condizione di maggiore fragilità e vulnerabilità. Nel complesso abbiamo accolto 150 persone, assicurando una risposta tempestiva grazie a un’attenta pianificazione”.