I quesiti di Pedicini inchiodano Draghi. L’europarlamentare M5S chiede lumi sulla speculazione finanziaria e lo spread. Ma il governatore non risponde

dalla Redazione
Politica

Tre domande. Chiare ed eloquenti. A cui, però, il presidente della Bce, Mario Draghi, non ha risposto. A farle, nell’ultima assemblea Ue, è stato Piernicola Pedicini, europarlamentare M5S. “Presidente Draghi, io le parlo da italiano”, ha esordito Pedicini. Che ha poi elencato dati e numeri incontrovertibili: “Sono 25 anni che l’Italia fa registrare un avanzo primario, per cui la storia che gli italiani hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità è una balla colossale”. E ancora: “Se abbiamo un passivo ogni anno è solo grazie agli interessi su un debito pubblico che è cresciuto a dismisura grazie a tassi di interesse anche del 10%, quindi un vero e proprio strozzinaggio”. Così siamo arrivati ad un debito pubblico pari a 2.300 miliardi di euro, per cui abbiamo già pagato 3.500 miliardi di interessi. In questo, manco a dirlo, ha giocato un ruolo fondamentale e perverso il sistema dello spread. Da qui le domande di Pedicini: la Bce ha davvero intenzione di contrastare la speculazione finanziaria? La Bce ha davvero l’intenzione di agire in maniera mirata per azzerare gli spread dei singoli Stati? E, infine: la Bce ha intenzione di azzerare l’intero meccanismo dello spread che distrugge le economie di Stati Membri? Ma Draghi, come detto, ha preferito non rispondere.