Expo 2015, per i collegamenti ferroviari la regione espropria pure Finmeccanica

di Stefano Sansonetti
Inchieste

di Stefano Sansonetti

L’investimento complessivo previsto, almeno per ora, è di 140 milioni di euro. Cifra consistente, anche se in tema di infrastrutture si possono raggiungere costi nettamente più alti. Il problema è che in questo caso, sembra proprio il caso di dire, sulla strada di Expo ci sono terreni e proprietà immobiliari di Finmeccanica. Su di essi, a quanto pare, non si può fare a meno di costruire per facilitare tutta una serie di collegamenti. Per questo gli stessi terreni, non più di qualche giorno fa, sono entrati nel mirino di una procedura di pubblica utilità che potrebbe portare alla loro esproprio. Diciamo subito che il pallino delle operazioni è in mano a Ferrovienord, società che per il 57% del capitale fa capo alla regione Lombardia e che gestisce 300 chilometri di rete nell’hinterland a Nord di Milano e nelle province di Varese, Como, Novara e Brescia. Ebbene, la società sta gestendo le operazioni preliminari per la realizzazione del collegamento ferroviario dal Terminal 1 al Terminal 2 dell’aeroporto di Malpensa. Un progetto che, evidentemente, intende agevolare i trasferimenti. Inserito, tra l’altro, nella categoria delle “opere connesse” per l’accessibilità al sito Expo 2015. E infatti le carte spiegano che, oltre al collegamento ferroviario in sé, bisognerà “provvedere alla realizzazione di opere stradali sostitutive e migliorative della viabilità locale interessata dall’intervento”. Insomma, un piano che servirà ad “avvicinare” l’aeroporto al sito dell’esposizione in programma nel 2015, sempre che i lavori finiscano in tempo. I costi dell’intervento, la cui realizzazione è seguita anche dalla Sea, la società di gestione degli scali milanesi, è stimato in 140 milioni di euro. Questa è la cifra dell’investimento riportata sul sito di Ferrovienord, dove viene spiegato che le risorse dovrebbero arrivare da fondi europei, statali e regionali.

La procedura

Ora, per il collegamento ferroviario da 3,4 chilometri, e per la realizzazione delle opere stradali, bisognerà espropriare un bel po’ di terreni situati nell’area del comune di Somma Lombardo, in provincia di Varese. Naturalmente i documenti della procedura, appena predisposti da Ferrovienord, contengono tutto un elenco delle particelle oggetto della procedura di pubblica utilità. Si tratta in buona parte di terreni e immobili che appartengono a persone fisiche. Ma proprio alla fine dell’elenco spunta fuori quello che tecnicamente si chiama “foglio” catastale con l’indicazione di quattro particelle. A chi appartengono? Accanto a esse è riportato il nome di Finmeccanica, guidata da Alessandro Pansa, il colosso dell’aerospazio il cui pacchetto di maggioranza è ancora custodito dal ministero del Tesoro.

I terreni

Nelle aree intorno al comune di Somma Lombardo (Va), il gruppo oggi presieduto da Giovanni De Gennaro possiede stabilimenti che fanno capo ad AgustaWestland, la società produttrice di elicotteri. Dalle carte non è chiara la porzione di queste proprietà che potrebbe essere interessata dalle procedure espropriative. Di sicuro il procedimento è stato messo in moto. Lo scorso 19 dicembre c’è stata una nota dello stesso commissario unico per l’Expo, Giuseppe Sala, che ha chiesto la trattazione della procedura di localizzazione del progetto, seguita il 20 dicembre da un decreto del Provveditore interregionale alle opere pubbliche. Per finire, lo stesso 20 dicembre il presidente della Conferenza di servizi permanente ha convocato tutte le amministrazione interessate al progetto in cantiere. Il perfezionamento dell’intesa tra Stato e regione Lombardia, a questo punto, comporta proprio l’apposizione del vincolo preliminare all’esproprio della aree.