Fra le pieghe della Manovra i regali ai soliti noti. Mani libere alla Rai: il tetto alle spese non c’è più

di Stefano Iannaccone
Primo piano

In Rai non è mai tempo di vacche magre. Nemmeno durante una crisi economica molto dura. Da una parte, infatti, il canone Rai nel 2017 diminuirà di 10 euro a famiglia, passando da 100 a 90 euro, ma dall’altra l’azienda di viale Mazzini non farà grossi sacrifici: anzi avrà in cambio mano libera sulle spese. Potendo andare oltre i limiti attualmente previsti. Nella bozza di Legge di Bilancio, che La Notizia ha potuto consultare, è presente un passaggio che i vertici della società amministrata da Antonio Campo Dall’Orto apprezzeranno molto: il servizio pubblico radiotelevisivo sarà esentato dalle “norme di contenimento delle spese di organizzazione, nonché quelle di gestione e contabili previste dalle legislazione”. In pratica è concessa una deroga ai tetti di spesa imposti a quasi tutta la Pubblica amministrazione.

OLTRE IL LIMITE – Il limite era stato inserito dal Governo Berlusconi per il “perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica sulla base dei princìpi fondamentali dell’armonizzazione dei bilanci pubblici e del coordinamento della finanza pubblica”. Insomma, un freno alle spese, che in questo caso viene tolto  a Mamma Rai. Eppure l’azienda, giusto qualche settimana fa, era finita nell’occhio del ciclone per i compensi molto generosi elargiti anche a chi non aveva mansioni. E la proposta viene messa sul tavolo proprio mentre molti contribuenti stanno per saldare il canone Rai attraverso il modello F24 (la scadenza è il 31 ottobre). Certo, il testo della manovra non è ancora definitivo: non è approdato in Parlamento nonostante l’obbligo teorico di doverlo inviare entro il 20 ottobre. Ma a Palazzo Chigi stanno considerando l’ipotesi di favorire il servizio pubblico, tanto da averla messa nella bozza.

LA MANCIA – Questo approccio conferma come il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, abbia la stringente necessità di non creare malumore. E con questa strategia piazza un doppio colpo: riduce a 90 euro il canone Rai, una delle imposte più odiate, e consente all’azienda di allargare i cordoni della borsa in base alle proprie esigenze. “Il motivo di questa generosità è legato al boom di introiti che si sono verificati con l’inserimento del canone nella bolletta elettrica”, spiega a La Notizia una fonte che conosce la situazione a viale Mazzini. “Non c’è infatti altra spiegazione – aggiunge – rispetto alla decisione di fare una concessione così importante alla Rai”. Del resto che l’operazione canone in bolletta fosse riuscita era stato annunciato dal viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti, che aveva ribadito la possibilità di arrivare all somma finale di 1,86 miliardi di euro incassati. Allontanando l’ipotesi di flop.

LA BATTAGLIA – Ma in attesa di prendere visione del testo definitivo della Legge di Bilancio 2017, le opposizioni si preparano già alla battaglia. A partire dalle barricate su alcuni punti specifici. “Anziché consentire alla Rai di continuare a buttare soldi pubblici, il Governo usi quei fondi per coprire l’introduzione di meccanismi automatici di esenzione dal canone per chi ne aveva già diritto, ma si è visto addebitare in bolletta l’intero importo, a causa dei pasticci commessi dall’Agenzia delle Entrate”, ha osservato il deputato di Alternativa Libera, Tancredi Turco, commentando l’ipotesi.

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