Il M5S non ha organi di stampa amici, se si eccettuano un paio di testate non ostili (tra le quali questa), e tanto meno televisioni amiche. ร evidente che fin dalla campagna elettorale dellโanno scorso, e anche prima, รจ stato il M5S, non la Lega, lโoggetto principale dellโaggressione da parte dei giornaloni (tutti pro-Pd) e dellโapparato mediatico nel suo insieme.
Perchรฉ? Perchรฉ la Lega รจ omologata al sistema politico preesistente, quello del pre-grillismo per intenderci. Quindi la Lega รจ un avversario (del Pd e dei giornaloni), ma un avversario โnaturaleโ: si muove nello stesso ring, fa parte dello stesso universo, rientra in una funzione antitetica (tesi-antitesi, sinistra-destra), fisiologica in un sistema di potere. Invece i 5 Stelle sono un corpo estraneo e, perciรฒ, potenzialmente, una minaccia mortale. Sono i barbari che invadono la Cristianitร e non hanno rispetto per la Croce.
Il potere economico, che controlla lโeditoria, lo ha capito subito. Tutta lโartiglieria รจ stata subito puntata ad alzo zero contro i grillini. Non solo i giornaloni amici del Pd (Corriere della Sera, La Stampa, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, LโEspresso), ma anche tutti gli altri giornali di complemento (Il Messaggero, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Secolo XIX, Il Gazzettino, Il Mattino di Napoli, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale di Sicilia, ecc., che per altro fanno capo a tre o quattro editori soltanto).
Anche le batterie della Lega e del centrodestra hanno sparato ad alzo zero: Libero, Il Giornale, Il Tempo di Roma e, pur con ammirevole moderazione, La Veritร di Belpietro. Lo stesso dicasi per tutte le reti televisive Rai, Mediaset, Sky e La7, sia nei telegiornali sia negli spazi di dibattito e approfondimento (rassegne stampa e talk show, anche qui con poche eccezioni, come la trasmissione Coffee Break di Andrea Pancani, che da tempi non sospetti ha cercato un equilibrio tra tutte le parti politiche, invitando per questo molto spesso il direttore de La Notizia, Gaetano Pedullร ).
La grande ingenuitร dei grillini รจ stata quella di credere che, dopo aver occupato la roccaforte del potere politico, e quindi economico, ossia il governo, questa potesse essere detenuta stabilmente senza impossessarsi dei cannoni, ossia di una quota adeguata dei mezzi di comunicazione. Immaginavano che sarebbe bastata la cavalleria leggera dei social media. Ma il risultato si รจ visto alle elezioni europee: come nella carica di Balaclava, lโartiglieria pesante ha falcidiato la cavalleria leggera: morti e feriti, sei milioni di elettori. Non รจ stato il solo errore del M5S, ma probabilmente lโunico davvero fatale.
La strada da seguire sarebbe stata ben diversa. Non trasudare disprezzo per i giornali, ma al contrario attuare una strategia dellโattenzione. Far balenare agli editori che dallโostilitร avrebbero avuto qualcosa da perdere (legge sul conflitto dโinteressi, per esempio). Non lasciare le leve della Rai nelle mani delle vecchie stratificazioni partitiche. E nel contempo, coltivare un sistema editoriale di area, capace di elaborare e fare โculturaโ, ossia di fornire una narrazione diversa. Insomma, sarebbe servita una riflessione piรน profonda sul tema. Se cosรฌ fosse stato, oggi il Movimento Cinque Stelle non sarebbe disarmato di fronte al ritorno dei vecchi poteri forti.