Gli Usa escono dall’accordo Open Skies per lo scambio di informazioni sui voli militari. Italia e altri 9 Paesi Nato confermano che il trattato rimarrà comunque attivo

dalla Redazione
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Donald Trump

“Continueremo a dare attuazione al Trattato Cieli Aperti, che fornisce un chiaro valore aggiunto alla nostra architettura di controllo degli armamenti convenzionali e alla nostra sicurezza cooperativa. Ribadiamo che questo Trattato rimane in funzione ed è utile. Il ritiro diventerà effettivo tra sei mesi”. E’ quanto affermano, in un comunicato congiunto, i ministri degli Esteri di Italia e altri nove Paesi Ue, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna e Svezia in merito al ritiro degli Stati Uniti dall’accordo multilaterale Open Skies firmato nel 1992 con l’obiettivo di scambiare informazioni sui voli militari per evitare situazioni di crisi.

La decisione di uscire dall’accordo è stata assunta da Donald Trump a causa delle ripetute violazioni del Trattato da parte della Russia ed è stata definita da Mosca “un colpo per la sicurezza europea”. “Ci rincresce – si legge nel comunicato dei ministri degli esteri di Italia e degli altri 9 paesi – che il Governo degli Stati Uniti abbia annunciato la sua intenzione di ritirarsi dal Trattato Cieli Aperti, anche se condividiamo le sue preoccupazioni circa l’attuazione da parte della Federazione Russa delle clausole del Trattato. Il Trattato Cieli Aperti è un elemento cruciale del quadro di costruzione della fiducia che è stato creato nell’arco degli scorsi decenni al fine di migliorare la trasparenza e la sicurezza nell’area Euro-Atlantica”.

“Quanto agli aspetti relativi all’attuazione del Trattato – scrivono ancora -, continueremo a coinvolgere la Russia come deciso in precedenza tra Alleati Nato e altri partner europei per affrontare le questioni irrisolte come le indebite restrizioni ai sorvoli di Kaliningrad. Continuiamo a fare appello alla Federazione Russa affinché sollevi queste restrizioni e a mantenere il nostro il dialogo con tutte le parti”.

Anche la Cina ha espresso profondo rammarico per la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, definendo la decisione americana “un’altra manifestazione negativa di una mentalità da Guerra Fredda, impostata sul principio ‘America First’, sull’unilateralismo e la violazione degli impegni internazionali”. “La mossa degli Stati Uniti – aggiunge Pechino – non è favorevole al mantenimento della reciproca fiducia militare e trasparenza tra i Paesi della regione, al mantenimento della sicurezza e della stabilità nella regione interessata e avrà anche un impatto negativo sui processi internazionali di controllo degli armamenti e di disarmo”.