Gozi En Marche, in lista con Macron. È la prova che rema contro l’Italia. Ferrara (M5S): “Si vede che ha lavorato bene per l’Eliseo. Il Pd ha sempre ubbidito all’Ue come un cagnolino”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Sandro Gozi candidato in Francia con En Marche? “Evidentemente ha lavorato così bene per Macron che non se l’è lasciato sfuggire….”. Basta una battuta tra il serio e il faceto alla guerrigliera eurodeputata del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara per tratteggiare il quadro, a tratti paradossale, della candidatura fuori dai confini nazionale dell’ex sottosegretario alle politiche europee con i Governi Renzi e Gentiloni. “La classe dirigente del Pd – commenta ancora la pentastellata – è arrivata all’assurdo e continua a regalarci perle di saggezza di incommensurabile valore”.

Si sarebbe mai immaginata che quello che fino a ieri era sottosegretario per le politiche europee in Italia, oggi si candida in Francia?
“Con questa notizia si palesa ancora di più quale sia stata la linea portata avanti in Europa dai governi Renzi e Gentiloni e in quali mani sia stata affidata. Nelle mani di un rappresentante che pur di continuare a remare contro gli interessi degli italiani si candida in Francia!”.

Il dubbio di tanti, a questo punto, è se, specie in quel ruolo, Gozi abbia lavorato per l’Italia o per la Francia…
“Ogni dubbio è legittimo, ma di fronte all’evidenza non possiamo che alzare le mani”.

E qual è l’evidenza?
“L’Italia governata dal Pd ha sempre ubbidito come un cagnolino a tutti i diktat di Bruxelles, che non si muove se prima non c’è l’ok di Berlino e Parigi. Su trattati commerciali, fondi agli agricoltori, accoglienza dei migranti salvati nel Mar Mediterraneo, austerity, l’Italia non ha mai toccato palla. Hanno deciso sempre gli altri calpestando, in buona parte, i nostri interessi. Ora con l’arrivo del Governo Conte, la musica è cambiata e al renziano Gozi non resta che cercare di portare il suo lavoro in altri lidi”.

Perché crede che Gozi abbia fatto questa scelta? Voglio dire: non poteva candidarsi in Italia?
“Le sue dichiarazioni riguardo a progetti di una “lista trasnazionale in un voto senza frontiere” lasciano il tempo che trovano. Certo è che da mesi leggiamo indiscrezioni circa questo nuovo soggetto politico macroniano extra Pd targato Matteo Renzi. Ma visti i risultati dei renziani in Italia non ci spaventa questo accordo con i francesi, tanto più vche ci interroghiamo sulle reali capacità politiche di Macron. Gozi il 4 marzo non è stato eletto, pur essendo candidato alla Camera dei Deputati. Spera forse di ricostruirsi una verginità politica in Francia”.

A proposito di Macron, non crede che candidare un italiano sia in qualche modo segno di una sua debolezza in patria?
“Evidentemente Gozi aveva lavorato così bene per Macron che non se l’è lasciato sfuggire…”.

Dal Pd, nel frattempo, nessuno commenta. Non le pare un po’ strano?
“L’imbarazzo sarà notevole, se consideriamo che attualmente Gozi è un componente della Direzione nazionale del Pd. Chissà cosa pensano quegli elettori che il 4 marzo gli hanno dato il benservito”.

Non le sembra, questa, l’ultima resistenza dell’Europa dell’austerity?
“Mi sembra una strategia a perdere, considerati gli elementi che si mettono insieme e il gradimento che riscuotono sui territori”.

Non raccoglieranno granché, insomma?
“I cittadini europei vogliono un’Europa diversa: il tempo delle promesse dell’establishment è finito”.