Gran ristorante Banca d’Italia. Maxi bando da 36 milioni per il servizio nelle sedi romane. Buon appetito a un esercito di 4.568 dipendenti

di Carmine Gazzanni
Primo piano

Pronti, partenza, via. Nemmeno il tempo di confermare, dopo un incredibile querelle di Stato, Ignazio Visco a governatore di Bankitalia, che ecco il primo grande appalto per rifocillare i tanti dipendenti di Palazzo Koch. Il documento, pubblicato lo scorso 15 novembre, parla chiaro: per i “servizi di ristorazione per l’Amministrazione Centrale e per le Filiali dell’area romana della Banca d’Italia”, si conta di spendere qualcosa come 36,1 milioni di euro, per un massimo di cinque anni (quattro anni più eventuale proroga di altri 12 mesi). Oltre 7 milioni annui, dunque, per sfamare non tutti i dipendenti, ma solo quelli dell’area centrale che, secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2016 (ultimo dato disponibile) sono 4.568.

Tutti a tavola – A questo punto, però, entriamo nel dettaglio. Secondo quanto specificato nella determina di Palazzo Koch, infatti, il servizio è piuttosto ampio. Non si parla soltanto della “gestione delle mense e dei bar interni siti in Roma e in Frascati”, ma anche della “erogazione di colazioni di lavoro di varie tipologie per le esigenze della Banca d’Italia” e che la stessa Banca deciderà di volta in volta. E, ancora, il bando prevede che il vincitore si occupi anche della “fornitura, installazione e manutenzione di beverini d’acqua minerale e di distributori automatici di bevande calde/fresche e prodotti da bar in confezione monodose”. Senza dimenticare, ovviamente, i servizi di pulizia dei locali adibiti alla ristorazione e la raccolta differenziata dei rifiuti. Il tutto, come detto, per un costo non indifferente dato che parliamo di 7 milioni 221mila euro all’anno. Che fanno, per i sadici della matematica, 601mila euro al mese, ossia 19.783 euro al giorno, compresi week end, Natale, Pasqua, Ferragosto e feste varie. Non proprio roba di poco conto, insomma. Ma c’è di più. Perché chi vincerà l’appalto, godrà dell’intera torta. Come specificato, infatti, nel documento di gara, Bankitalia ha deciso di “non suddividere l’appalto in lotti”. La ragione? “Parallelamente all’esecuzione del contratto in affidamento è prevista l’attuazione del Piano di riassetto logistico degli stabili siti in Roma e Frascati”. Insomma, tutta “colpa” della riorganizzazione interna.

I precedenti – Ma non c’è da sorprendersi. Andando a ritroso nel tempo, infatti, scopriamo che i servizi di ristorazione interna a Palazzo Koch sono sempre costati un occhio della testa. Nel 2014 si indisse un bando da 24,6 milioni per la durata di tre anni (ma questo toccava la sede centrale e  tutte le Filiali periferiche). Lo stesso identico appalto era stato lanciato nel 2009 quando sulla tolda di comando di palazzo Koch c’era Mario Draghi. Anche allora il costo della fornitura triennale era stato stimato in 24,5 milioni. In entrambi i casi la commessa andò all’estero: nel 2009 a vincere fu l’inglese Compass; nel 2014 ad avere la meglio fu la francese Gemeaz Elior. Curioso che, per sfamare dipendenti italiani, alla fine a mangiare siano colossi stranieri.

Twitter: @CarmineGazzanni