I calciatori italiani valgono poco. Pure nella classifica dei bilanci. Kpmg stila una lista dei giocatori che valgono di più. Il primo connazionale è Immobile, solo 69esimo

di Stefano Sansonetti
Economia

Chissà cosa ne pensa Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. Non che gli competano valutazioni di tipo economico, ma forse la crisi del calcio italiano, certificata dalla mancata qualificazione ai Mondiali della scorsa estate, è ancora più nitida se letta attraverso la lente d’ingrandimento economica. Nei giorni scorsi è uscito un report di Kpmg Football Benchmark, una sorta di piattaforma della multinazionale della revisione dei conti, che ha fatto una classifica dei 4mila calciatori più “pesanti” economicamente. Il tutto dopo uno screening su 11 campionati europei e sudamericani. In pratica la società è partita dal valore delle transazioni registrate dal 2012/2013 al 2017/2018. Dopodiché, per attualizzare il valore di ciascun giocatore, ha sviluppato un modello basato su alcune variabili: ruolo del calciatore, età, tipologia e scadenza del contratto, performance sportive. Insomma, una cosa a quanto pare molto ponderata. Ebbene, viene fuori che all’interno dei primi 100 l’Italia è rappresentata soltanto da 6 giocatori, peraltro tutti collocati tra la 69esima e la 100esima posizione. Il primo, che si piazza appunto 69esimo, è Ciro Immobile, il cui valore è stimato in 58 milioni di euro. Parliamo del centravanti della Lazio, squadra di fascia alta in Italia ma certo non in Europa. Lo stesso Immobile che, peraltro, in passato ha anche tentato l’avventura estera (prima al Borussia Dortmund, poi al Siviglia) senza però raccogliere molto successo. Insomma, già il fatto che sia lui il calciatore italiano che vale di più fa molto riflettere. Al 75esimo posto c’è Gianluigi Donnarumma, portiere del Milan (54 milioni), all’83esimo Jorginho del Chelsea (51 milioni), all’88esimo Marco Verratti del Paris Saint-Germain (50 milioni), all’89esimo Lorenzo Insigne del Napoli (50 milioni) e al 100esimo Federico Chiesa dalla Fiorentina (44 milioni). Se si somma il valore complessivo dei sei, si arriva alla cifra di 307 milioni di euro, nettamente inferiore rispetto alla somma del valore dei primi sei giocatori in classifica delle vere potenze del calcio. Si prenda il Brasile, che solo con Neymar, primo in classifica, raggiunge i 234 milioni di euro. Se poi si aggiungono Coutinho (115 milioni), Firmino (100 milioni), Gabriel Jesus (90 milioni), Casemiro (73 milioni) e Alisson (71 milioni), si arriva alla stratosferica cifra di 683 milioni, più del doppio del valore dei primi sei calciatori italiani. A seguire l’Argentina, che piazza al secondo posto Lionel Messi (210 milioni). E che con gli altri cinque, ossia Paulo Dybala (97 milioni), Sergio Aguero (87 milioni), Mauro Icardi (79 milioni), Nicolas Otamendi (53 milioni) e Gonzalo Higuain (53 milioni), tocca complessivamente i 579 milioni.

Gli altri – L’Italia, naturalmente, viene anche dopo i campioni del mondo della Francia, che colloca all’ottavo posto della classifica Paul Pogba (126 milioni) e al nono Antoine Griezmann (125). In tutto i primi sei transalpini valgono 571 milioni. A seguire ci sono i primi sei giocatori inglesi (526 milioni, di cui 152 solo per Harry Kane, centravanti del Tottenham), i primi sei tedeschi (496 milioni, di cui 113 per Toni Kroos) e i primi sei spagnoli (per un totale di 441 milioni). Persino il Belgio, che pure è calcisticamente in grande ascesa ma non ha grandi tradizioni, vale più del Belpaese: tra i primi 100 ha solo quattro giocatori, che però raggiungono la cifra di 455 milioni. Insomma, il calcio italiano vale poco in campo e vale poco economicamente. I due concetti, del resto, sono intimamente legati.

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