I soldi dei malati nelle slot. L’ex assessore della Lega Federici finisce in manette. La politica gestiva il denaro di alcuni malati gravi

di Nello Mucci
Cronaca

I soldi dei malati gravi dati in pasto alle slot machine. Ma utilizzati anche per comprarsi l’automobile nuova e per pagare il mutuo di casa. Il gioco dell’ex assessore ai Servizi sociali di Cassano Magnago (Varese), nonché candidata sindaco della Lega Nord nel 2012, Stefania Federici, è finito con l’arresto da parte della Guardia di Finanza. Quei soldi la Federici li amministrava per conto di 60 persone su nomina dal Tribunale di Busto Arsizio. Le accuse a suo carico sono peculato e abuso d’ufficio.

La complice – Due le ordinanze di custodia cautelare e diverse le perquisizioni e i sequestri nell’ambito di un’indagine condotta dal sostituto procuratore Francesca Parola. Ai domiciliari è finita, invece, la funzionaria della Procura di Busto Arsizio Raffaella Biafora, che è accusata di accesso abusivo al sistema informatico della Procura in tre occasioni, rivelazione di segreti d’ufficio, corruzione, abuso d’ufficio, ricettazione e reato elettorale. La funzionaria avrebbe quindi fornito informazioni alla Federici che però sarebbero dovute rimanere riservate.
Scendendo nei particolari, la Federici viene accusata di essersi appropriata in  maniera fraudolenta di almeno 1.121.324,47 euro appartenenti ai propri amministrati. Questi i soldi accertati fino a questo momento, anche se gli inquirenti non escludono possano esserci altrii. Una circostanza, comunque, tutta da verificare. Di questa cifra almeno 100 mila euro sarebbero stati spesi nelle sale gioco della zona di Varese. Col resto la donna è riuscita a liquidare il mutuo di csaa e a comprarsi la macchina nuova. Così in un paio d’anni la Federici sarebbe riuscita a mettere a posto i propri conti. La Guardia di finanza le ha sequestrato beni e liquidità monetarie per un valore che sfiora i 600 mila euro, conti correnti e strumenti finanziari per 850 mila euro e 78 quadri, alcuni di valore e altri da valutare. Tra gli strumenti finanziari sequestrati c’era anche una polizza vita a nome di una delle sue ignare vittime, a lei intestata per un valore di 350 mila euro.

L’inteccio – La funzionaria responsabile della Procura, in cambio delle informazioni riservate fornite alla Federici, avrebbe ottenuto incarichi pubblici; inoltre avrebbe favorito il datore di lavoro del proprio coniuge in un’operazione immobiliare, facendo sottostimare un immobile amministrato dalla Federici per conto di un suo assistito, che poi sarebbe stato venduto all’imprenditore. Dalla Federici, inoltre, avrebbe ricevuto anche, secondo quanto dichiarato dalla stessa, due quadri e 3 mila euro in prestito. E per chiudere in bellezza l’ampio quadro delle accuse a suo carico e non farsi mancare niente, la funzionaria dovrà spiegare come mai all’ultima tornata elettorale, dove si era presentata in una lista di sole donne, si sarebbe anche sostituita nella votazione ad un’altra persona. Il tutto finalizzato ad avere un vantaggio elettorale per sé, ma ovviamente senza averne alcun titolo per farlo.

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