Il Belpaese degli inamovibili

di Stefano Sansonetti

Nel 1997 i laburisti di Tony Blair vincevano le elezioni nel Regno Unito dopo 18 anni di governo conservatore. Nello stesso anno Giuseppe Guzzetti diventava presidente della fondazione Cariplo, la più ricca fondazione bancaria italiana, che gestisce un patrimonio di 6,2 miliardi di euro e detiene un pacchetto del 4,67% in IntesaSanpaolo. Da allora sono passati 16 anni, ma Guzzetti, 79 anni, ex presidente Dc della regione Lombardia ed ex senatore, è ancora in sella alla fondazione. In più dal 2000, ovvero da 13 anni, è alla guida dell’Acri, l’associazione delle casse di risparmio e delle fondazioni bancarie coinvolta nelle principali partite economiche del paese. Il 2000, in effetti, è stato denso di accadimenti. Roma, tanto per dirne una, era sotto Giubileo. E proprio nell’estate quell’anno Luigi Angeletti veniva nominato segretario generale della Uil, carica che dopo una sequela di rinnovi ricopre tutt’ora. E che dire di due boiardi di stato come Massimo Sarmi e Giuseppe Bono? Il primo, un tempo legatissimo all’area dell’ex Alleanza Nazionale, ma poi passato attraverso rapporti trasversali, è amministratore delegato di Poste Italiane dal maggio 2002, poltrona che occupa ancora oggi dopo 4 mandati. Stesso percorso per Bono, ad di Fincantieri dallo stesso anno, dopo essere stato in Finmeccanica ed Efim.

Se si potesse individuare un aggettivo per accomunare tutti questi profili sarebbe senza dubbio “gli inamovibili”. Già, perché in un momento storico in cui ci si scaglia giustamente contro i politici e il loro attaccamento alla poltrona, in cui si fanno prediche infinite sulla necessità di evitare “incrostazioni” di potere, spesso si dimentica che queste situazioni riguardano numerosi rappresentanti dell’economia, del sindacato, dell’associazionismo e chi più ne ha più ne metta. Si pensi ancora a Marco Venturi, presidente di Confesercenti dal 1998, anno in cui si infranse sulla traversa francese il rigore di Gigi Di Biagio che condannò l’Italia all’eliminazione dai mondiali di calcio. O si consideri Rosario Trefiletti, vulcanico presidente di Federconsumatori dal 2002, dopo aver fatto carriera all’interno della Cgil. Per non parlare di Raffaele Pagnozzi, che prima di abbandonare la poltrona, dopo aver perso il recente confronto con Giovanni Malagò, era stato segretario generale del Coni dal 1993. Vent’anni consecutivi.
Dai prossimi giorni lanotiziagiornale.it accenderà un faro su tutti i principali casi di “inamovibili” d’Italia, proponendo situazioni davvero incredibili di attaccamento allo scranno.

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