Il calcio tira sempre più negli stadi. E l’Inter fa una goleada di presenze. Le violenze non sono l’unica realtà della Serie A: mai tanti tifosi sugli spalti come nel girone di andata

di Carmine Gazzanni
Cronaca

Un inquietante Giano Bifronte. Se si volesse sintetizzare lo stato di salute del calcio italiano – e più in particolare del campionato di Serie A – si potrebbe tirare in ballo la mitologica figura dell’antica teologia italica e romana. Se da una parte si vive una forte tensione a causa della morte dell’ultrà interista Daniele Belardinelli, ucciso dopo l’agguato teso dalla stessa tifoseria neroazzurra a quella napoletana in occasione della partita di campionato proprio tra Inter e Napoli (vinta poi dalla squadra di casa), dall’altra mai come quest’anno gli stessi tifosi dei team italiani hanno riscoperto la passione per il calcio popolando come non mai spalti e stadi. E, sorpresa delle sorprese, a strappare più biglietti è stata proprio l’Inter. Un paradosso enorme e su cui tutti – la dirigenza interista per prima – dovrebbero riflettere.

Ma partiamo dai numeri. Secondo il report dell’Osservatorio calcio italiano che fa capo direttamente al ministero dell’Interno, al termine del girone di andata la media degli spettatori nella massima serie (25.500) registra un incremento del 3,2% rispetto al dato finale dello scorso campionato (24.706). Si tratta del miglior dato registrato nell’ultimo quinquennio: +14.8% rispetto al 2016/17 (22.217), +14,9% rispetto al campionato 2015/16 (22.234), +15,5% rispetto al 2014/15 (22.083). E, come detto, il primato di squadra più seguita dai propri tifosi negli stadi durante le gare casalinghe (62.281) spetta all’Inter con un aumento dell’8,3% rispetto al dato finale dello scorso campionato (57.529). In seconda posizione i cugini del Milan che collezionano una media presenze pari a 52.977 incrementando dello 0,5% il dato finale della passata stagione. Terzo gradino del podio per la Juventus con una media spettatori pari a 40.020 in aumento dell’1,8% rispetto all’equivalente della stagione 2017/18. Nella top five anche Roma e Lazio. Per i giallorossi all’Olimpico una media di 38.556 spettatori con un aumento del 2,9% rispetto al dato finale dello scorso campionato. In positivo anche la sponda biancoceleste del Tevere: con 34.603 presenze la Lazio registra un incremento dell’11,6% rispetto alla stagione 2017/18. Nelle prime dieci posizioni crollano le presenze allo stadio “San Paolo” di Napoli (32.356, -24,9%) mentre si registra un netto incremento degli spettatori allo stadio “Artemio Franchi” di Firenze (31.457, +20,6). Segno positivo anche per Genoa (21.602, +3,1%), Bologna (21.257, +1,7%) e Udinese (20.711, +15,7%). In controtendenza le presenze interne del tifo blucerchiato: allo stadio “Luigi Ferraris” durante le gare casalinghe della Sampdoria si registra un calo del 3.9%.

Mentre i dati fanno esultare tutti, le indagini sulla morte di Belardinelli proseguono. A quanto pare la vittima sarebbe stato, più che travolto, schiacciato lentamente “da un’auto scura” che gli è passata sopra, “a bassissima velocità”, con “le due ruote della parte destra del mezzo”. Questa è la novità che emerge dalle dichiarazioni rese dal capo ultras Marco Piovella, arrestato il 31 dicembre. Piovella, capo ultras della curva dell’Inter, soprannominato “il rosso”, è uno dei leader della Curva Nord e responsabile delle coreografie da diversi anni. Tra gli indagati, inoltre, c’è anche uno storico esponente del tifo nerazzurro, Nino Ciccarelli: 49 anni, fondatore della tifoseria dei ‘Viking’ nel 1984, ha già alle spalle una serie di guai giudiziari.

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